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Pepita Vera Conforti - Un tempo per tutte le cose
Redazione
12 anni fa

La votazione sull'iniziativa “Aiutiamo le scuole comunali. Per il futuro dei nostri ragazzi” mette in campo molte misure, di cui due principali: la prima per garantire condizioni migliori per l'individualizzazione dell'insegnamento, la seconda relativa all'implementazione generalizzata di mense e doposcuola.

Sono convinta che la diminuzione di allievi non porta automaticamente al miglioramento della qualità dell'insegnamento ma ne costituisce una premessa indispensabile, assieme ad altre misure (e in questo senso è in dirittura di arrivo anche la revisione della Legge sull’aggiornamento per i docenti) ma è questa una proposta che non intendo qui approfondire.

In questi anni di presidenza della Commissione consultiva per le pari opportunità tra i sessi ho avuto spesso modo di confrontarmi con studi e ricerche che sottolineavano l'importanza di promuovere politiche familiari attivando tutte quelle misure che migliorassero la conciliazione tra famiglia e lavoro al fine di migliorare la condizione delle donne nel nostro Paese, ma anche il benessere economico di tutti.

Tutte le misure pubbliche e private che favoriscono la conciliazione tra famiglia e lavoro sono benvenute perché creano le condizioni per garantire autonomia economica alle famiglie, e a ognuno dei genitori, e nel contempo assicura qualità di presa a carico dei bambini e delle bambine.

Introdurre doposcuola e mense generalizzate non significa imporre un modello di famiglia, dove entrambi i genitori lavorano incessantemente, ma rispondere piuttosto alle molte esigenze di oggi e alle diverse aspirazioni degli individui, siano essi uomini o donne.

Vogliamo continuare a fare figli, ma non possiamo immaginare che l'unico modello per garantire la loro cura sia quello di occuparcene 24 ore al giorno e 7 giorni su 7. È un modello che ha funzionato solo negli anni '50 - '80, e solo per le famiglie benestanti, ovvero quando alla maggior parte delle donne si prospettava il matrimonio e la cura dei figli quale unica forma di realizzazione, mentre il lavoro tutt’al più poteva rappresentare un'entrata finanziaria accessoria (anche se per molte famiglie indispensabile).

Oggi le donne si formano, desiderano realizzarsi anche nel mondo del lavoro, partecipare al benessere della famiglia, essere buone madri condividendo con i padri la cura dei figli, avere relazioni soddisfacenti, avere tempo e tranquillità per tutte queste cose. L’iniziativa risponde a questa domanda, per questo la sostengo convinta.

Pepita Vera Conforti

Coordinamento donne della sinistra

(apparso su La Regione Ticino)

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