
È stato presentato dal Consiglio di Stato negli scorsi giorni il messaggio concernente le misure straordinarie a sostegno dell’occupazione e delle imprese.Il messaggio, voluto per sostenere l’occupazione e le imprese di fronte alle difficoltà derivanti dalla sopravvalutazione del franco svizzero, risponde solo parzialmente alle preoccupazioni del gruppo socialista.In modo particolare il messaggio, anche se riconosce la problematica, non prevede misure per evitare le pressioni sui salari svizzeri, non vietando alle imprese che beneficeranno delle misure straordinarie di sostegno previste, il pagamento dei salari in euro.Lo stesso Consiglio di Stato affermava nella sua risposta a un’interrogazione del collega Guidicelli che “Il versamento in euro dei salari ai frontalieri può generare un rischio accresciuto di dumping salariale, in quanto i datori di lavoro avrebbero interesse ad assumere lavoratori frontalieri, pagati in euro, e quindi con salari inferiori rispetto ai salari che pagherebbero ai lavoratori svizzeri in franchi. Le prime vittime sarebbero quindi i lavoratori residenti in Svizzera(...).Nei settori in cui non vi è un salario minimo obbligatorio, datore di lavoro e lavoratore possono convenire liberamente il pagamento del salario in euro. In questo caso c'è però il rischio che i lavoratori frontalieri possano essere disposti ad accettare salari inferiori a quelli dei lavoratori svizzeri, non essendo di fatto penalizzati anche da un tasso di cambio sfavorevole, in quanto il potere d'acquisto nel loro Paese (Francia, Germania, Austria e Italia) rimarrebbe intatto. Questa situazione creerebbe una pressione verso il basso sui salari degli svizzeri (e dei lavoratori comunitari) e potrebbe addirittura comprometterebbe l'impiego di lavoratori indigeni, perché gli imprenditori avrebbero interesse a impiegare lavoratori frontalieri meno cari.”È evidente quindi che il problema del versamento del salario in euro ai dipendenti frontalieri deve essere considerato seriamente in quanto la pratica del pagamento dei salari in euro può comportare una pressione sui salari e costituire un fattore di svantaggio importante per l'impiego di lavoratori indigeni.Per questa ragione chiediamo al Consiglio di Stato di vincolare gli aiuti e l’erogazione dei contributi solo alle imprese che versano i salari in franchi svizzeri ai loro dipendenti e di escludere quindi dall’accesso alle misure straordinarie quelle imprese che prevedono invece un pagamento dei salari in euro. Per il gruppo socialista Pelin Kandemir Bordoli, Saverio Lurati, Mario Branda, Francesco Cavalli, Gianrico Corti, Ivan Cozzaglio, Milena Garobbio, Nicoletta Mariolini, Roberto Malacrida, Bruno Storni
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