
Trappola rossa? No, necessità di cambiamento
Che siano stufi i cittadini svizzeri di pagare cifre da capogiro per la sanità non è una novità. L’aumento costante dei premi delle casse malati di questi ultimi anni non da speranza a un sistema di casse malati private oramai vecchio e disproporzionato. Speranza di certo non da agli assicurati meno abbienti, i quali si vedono costretti a porre delle franchigie alle stelle per evitare salassi finanziari. Facciamo un esempio: oggi una famiglia monoparentale, con due figli agli studi, senza sussidi e con una franchigia a 2500.- paga oltre 800.- di premi assicurativi mensili. Se poi abbassiamo la franchigia, superiamo ampiamente i 1000.-.
È questo un sistema alla portata di tutti e socialmente sostenibile? Riparandosi dietro il mantello della libera concorrenza, si permette alle casse malati di approfittare delle numerose lacune legali e con il beneplacito della confederazione arricchirsi a nostre spese. Purtroppo, le casse malati hanno da tempo abbandonato la politica della “concorrenza a beneficio dell’assicurato” preferendo un segretissimo (ma non troppo) “mettiamoci d’accordo per alzare i premi ogni anno”. Le casse malati sono ricche, altro che crisi finanziaria. A 6,5 miliardi di franchi è stimata la riserva finanziaria degli assicuratori. Togliendo i 4 miliardi di franchi che devono garantire per legge, è proprio necessario aumentare ancora i premi con oltre 2,5 miliardi di garanzia?
No, la risposta è evidente. Del concetto di libera concorrenza a favore del cittadino nel sistema attuale di casse malati se ne è persa traccia, lasciando il via libero ad un mangia mangia.
Cassa unica si o cassa unica no? Chi vota di si è sicuramente perché vuole un cambiamento; la volontà di rimescolare le carte di un sistema che, seppur “funzionante”, è disproporzionato socialmente e succube di un’eccessiva liberalizzazione del mercato. Una cassa malati unica eliminerebbe certo la concorrenza (sebbene essa resterà per le scelte complementari) migliorando però il rapporto qualità-prezzo a favore del cliente. Inoltre la gestione unica da parte della Confederazione eviterebbe quella libertà salariale che permette a manager di percepire salari esagerati.
Non avendo mai vissuto un sistema di cassa malati unica invece non riesco a comprendere gli argomenti dei contrari, i quali definiscono catastroficamente un tale scenario. Perdere la libera scelta del medico? Nella modifica costituzionale nulla lo prevede. Costi che aumenterebbero ancora di più? Non sembrerebbe il caso dato, che come scritto in precedenza, si verrebbe a sostituire un sistema fatto di abusi ed eccessi con un sistema efficientemente centralizzato. Senza dimenticare che una cassa malati unica e pubblica potrebbe permettere in futuro di ridurre le disparità presenti oggi nei premi pagati a seconda del cantone di residenza. Trappola rossa come descritta dai contrari? No assolutamente, e il fatto che i Giovani Verdi siano in prima linea è un segno della volontà di cambiare sistema per le generazioni future. I contrari purtroppo o non hanno capito che peggio di così non si può o semplicemente difendono altri interessi. Di chi? Buona domanda…
Paride De Stefani, Giovani Verdi
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