Cerca e trova immobili
Ospiti
Paride De Stefani - Gripen: uno spreco economico e ambientale
Redazione
13 anni fa

Gripen: uno spreco economico e ambientale

Neanche un mese è passato dall’ultimo rapporto IPCC (gruppo intergovernativo di esperti sul cambiamento climatico) e già la notizia “non fa più notizia”. Quest’ultimo indiscutibile studio, che attribuisce catastroficamente più del 95% del riscaldamento globale a “cause umane”, è già, infatti, caduto in una sorta di oblio generale dopo aver fatto tanto clamore nei primi giorni e strappato tante promesse a livello globale. Promesse che di primo acchito lasciano ben sperare ma si sa che è lecito aspettarsi un retrogusto amaro quando si ha a che fare con questi “gentlemen’s agrements”.

Ora, è notizia di fine settembre, il Consiglio degli Stati e il Consiglio Nazionale hanno approvato l’acquisto di 22 aerei da combattimento “Gripen” per una cifra di 3,1 miliardi di franchi. Oltre che essere una spesa inutile da parte della Confederazione, la dotazione del Gripen svedese rappresenta anche una dichiarazione di guerra al buon senso ecologico.

Buon senso ecologico che negli ultimi anni ha trasformato la Svizzera in un piccolo faro guida a livello globale. Purtroppo quest’acquisto comporterebbe un passo indietro nella politica ambientale elvetica, immettendo nell’atmosfera quantità enormi di carburante senza un reale scopo strategico. Scopo strategico che non potrebbe essere nemmeno la sorveglianza del territorio nazionale con la neutralità che ci caratterizza e i buoni rapporti intrattenuti con gli stati confinanti. Inoltre, non dimentichiamoci che la Svizzera, per poter fare volare i propri F/A-18 (essendo il territorio elvetico troppo piccolo per un aereo di tale potenza) intrattiene già oggi differenti accordi di transito aereo con gli stati vicini (pagando anche non poco).

Vale quindi veramente la pena di spendere 3,1 miliardi per l’acquisto di aerei da vetrina quando questi fondi potrebbero essere destinati ad altri settori più in condizione di precarietà economica?

La risposta non può che essere negativa se consideriamo inoltre che questa cifra (già enorme di suo) comprende solamente l’acquisto degli aerei, rinviando però ad un calcolo di spesa futura i costi di formazione dei piloti, della manutenzione dei velivoli e del carburante impiegato. Pertanto non si vede come nel puro rispetto del principio di proporzionalità l’acquisto dei Gripen in nome della sicurezza possa “giustificare” una tale perdita nel budget federale e un simile passo indietro in materia ambientale.

I Giovani Verdi ticinesi vi invitano quindi a firmare il referendum contro l’acquisto degli aerei da combattimento Gripen (www.verditicino.ch), affinché sia il popolo svizzero ad esprimersi su questo spreco economico-ambientale.

Paride De Stefani

Giovani Verdi

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata