
Sono passati sei mesi dalla conferenza stampa organizzata al termine della consultazione sul progetto di Ordinanza federale sui parchi d’importanza nazionale, il 21 maggio. In quell’occasione, vi avevamo presentato la presa di posizione del Governo cantonale. Da una parte – come ricorderete – condividevamo gli obiettivi alla base della creazione di un parco. Ma dall’altra, assieme ai promotori dei progetti di Parc Adula e Parco del Locarnese, avevamo fatto nostre le preoccupazioni e lo scetticismo espressi da alcuni enti locali e da operatori economici attivi sul campo – oltre che da una parte della popolazione – che ritenevano le norme troppo rigide e restrittive. Molto brevemente, ricordo che la revisione della Legge federale sulla protezione della natura e del paesaggio, adottata dall’Assemblea federale nella sessione autunnale del 2006 - prevedeva la valorizzazione degli ambienti naturali degni di nota e dei paesaggi di particolare bellezza, unitamente allo sviluppo economico regionale; rispettava le iniziative locali; sosteneva unicamente i progetti frutto di un ampio consenso e inseriti in un programma cantonale. Per tutti questi motivi, il Ticino ritiene che la creazione di parchi naturali rappresenti un'occasione importante per sviluppare e rilanciare ampie porzioni di territorio, soprattutto nelle valli più discoste, all’interno delle quali si trovano pregiati beni collettivi che meritano di essere scoperti e riscoperti, come oasi e riserve naturali, aree faunistiche e floristiche protette, rifugi e osservatori, zone geologiche e archeologiche. La sperimentazione di modelli di sviluppo sostenibile e di valorizzazione delle risorse naturali può andare di pari passo con l’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, e con la presentazione delle culture locali, assicurando alla popolazione – e ai visitatori più in generale – una piena e corretta fruizione degli ambienti di significativo valore naturalistico. Natura e paesaggio, infatti, possono diventare uno strumento di promozione economica e un fattore di attrattiva turistica nel contesto della nuova politica regionale, e soprattutto possono costituire un concreto punto di riferimento per le zone periferiche. D’altro canto, però, la versione di Ordinanza sui parchi posta in consultazione a inizio anno dal Dipartimento federale dell’ambiente, dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni (DATEC), imponeva condizioni e requisiti eccessivamente rigorosi – in particolare modo per il parco nazionale – al punto tale da mettere in dubbio la reale volontà di realizzare simili progetti nel nostro Paese in tempi brevi. Nella sua risposta al DATEC, il Consiglio di Stato aveva pertanto chiesto a Berna di dar prova di maggiore flessibilità, tenendo conto delle situazioni e dei contenuti specifici delle singole realtà. Oggi, vi presentiamo l’Ordinanza federale sui parchi d’importanza nazionale approvata dal Consiglio federale lo scorso 7 novembre, che entrerà in vigore il 1° dicembre con la modifica della Legge sulla protezione della natura e del paesaggio. Prima di sottoporre il dossier definitivo al Governo federale, il DATEC ha esaminato e valutato le prese di posizione che gli sono pervenute da enti, associazioni, organizzazioni e altri attori coinvolti nell’ambito della consultazione. Durante la scorsa estate, su nostra iniziativa, sono stati promossi ontatti, incontri e sopralluoghi con la Direzione e i funzionari dell’Ufficio federale dell’ambiente, allo scopo di far sentire la voce del Cantone. Ai negoziati, che si sono svolti in un clima costruttivo grazie alla disponibilità e all’attenzione dimostrate da Berna, hanno contribuito in modo determinante la partecipazione attiva degli enti promotori dei progetti Parc Adula e Parco del Locarnese, come pure il sostegno politico del Cantone Grigioni. Oggi possiamo affermare che è stato fatto un passo di avvicinamento alla posizione e alla realtà del Cantone Ticino, rispetto alle restrizioni inizialmente previste dall
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