
Interrogazione parlamentare - Le banche cantonali svizzere sono sotto pressione per paura di una super multa dagli USA in relazione al contenzioso fiscale innescato da UBS. La nostra Banca Stato è tranquilla? Lodevole Consiglio di Stato, Lunedì scorso la maggioranza delle banche cantonali quotate in borsa erano sottopressione perché circolava insistentemente nel mercato la preoccupazione che diversi istituti cantonali possano essere chiamati alla cassa per una eventuale multa da parte degli Stati Uniti in relazione al conflitto fiscale. Il New York Times parlava per le banche coinvolte di una cifra complessiva oltre i 10 Miliardi di CHF. In una giornata relativamente calma in cui l’indice SPI ha segnato una flessione dello 0,8%, la BCV ha perso il 3,2% segnando un minimo di 482 CHF, mentre quello della SGKB segnava -3,6% attestandosi 360 CHF. I buoni di partecipazione della Banca Cantonale di Basilea (BCB) hanno segnato una minus valenza del 7,3% toccando gli 88,10 CHF. I volumi di scambio sui titoli delle banche cantonali erano particolarmente elevati, segno di un celato nervosismo. I prezzi sul mercato secondario delle obbligazioni di questi istituiti erano anch’essi sottopressione. La spada di Damocle che pesa sulle banche svizzere in generale e su quelle cantonali in particolare è relativa ad una potenziale multa miliardaria per aver accolto, dopo l’accordo del 2009 intercorso tra UBS e il fisco americano, clientela e fondi di cittadini statunitensi invitati a chiudere i conti presso la prima banca svizzera. Secondo la NZZ diverse banche sulle piazze finanziarie principali in cui operava UBS, tra cui 10 o 15 banche cantonali, potrebbero aver accolto fondi di cittadini americani non dichiarati così come aver assunto personale e/o acceso collaborazioni con società finanziarie che trattavano con questo segmento di clientela. Ricordo per inciso che Banca Wegelin in forza dell’importante multa inflitta dagli Stati Uniti, che ammontava a circa il 6% degli averi dei clienti americani aperti presso i suoi uffici, ha dovuto cessare la sua attività. In considerazione di quanto sopra domano al Consiglio di Stato: 1) Il Governo è tranquillo che la nostra Banca Cantonale non sia in pericolo di rientrare tra gli istituti bancari che potrebbero venir sanzionati con una multa dagli Stati Uniti? 2) Il Governo ha verificato con i vertici della nostra banca cantonale se dopo il 2009 sono stati aperti conti di cittadini americani? 3) Secondo il DFE preposto al controllo sulle attività di Banca Stato i cittadini ticinesi possono stare tranquilli? 4) Banca Stato ha aderito alle normative FATCA «Foreign Account Tax Compliance Act» del 18 marzo 2010 registrandosi presso l’IRS come foreign financial institutions e sottoscrivendo l’accordo FFI? Paolo Sanvido Gran Consigliere Lega dei Ticinesi
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