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Paolo Sanvido - amico, il mio NO alla pseudoamnistia
Redazione
14 anni fa

Ho incontrato un amico, operatore della piazza finanziaria, il quale mi ha chiesto come mai avessi votato contro l'amnistia fiscale. Molto volentieri, ho risposto. Così. Inizio subito correggendoti perché il giusto nome da utilizzare è pseudoamnistia fiscale. Però prima di passare alla sostanza, per fare un po' di informazione e chiarezza, permettimi di spiegarti brevemente che noi, anche se pseudo, l'amnistia eravamo pronti a votarla con un pacchetto a tridente: Amnistia, Sgravi fiscali e aiuti per chi è in difficoltà a pagare i premi Cassa Malati (o 13esima AVS). Gli ho ricordato poi che sulla pseudo-amnistia pendeva la concreta minaccia del referendum socialista contro i «furbetti evasori» ed era perciò sensato presentarsi in votazione davanti al paese con una soluzione che premiasse anche chi le tasse le paga e chi fa fatica ad arrivare a fine mese. Inoltre da parte nostra non c'è stato nessun cambiamento di rotta dall'aprile del 2011, questa posizione è conosciuta ed è a verbale della Commissione tributaria da tempo. Questo voto è il frutto di una maldestra forzatura voluta dal PLRT che forte dei numeri voleva imporre la sua linea piuttosto che trovare un accordo con l'odiata Lega. Ma veniamo alla sostanza di questa pseudoamnistia la quale non prevedeva nessun condono tombale, perciò le persone fisiche attive che volevano aderirvi, con capitali evasi negli ultimi 10 anni, dovevano giustificarli esponendo ad un serio rischio fiscale la propria attività professionale. La pseudo-amnistia non prevedeva nessuno schermo a livello federale, perciò l'evasore fiscale avrebbe subito tutte le procedure d'infrazione previste per l'evasione fiscale dal diritto tributario federale (con un ulteriore aggravio del 12% circa). La pseudoamnistia non imponeva nessun obbligo di rientro in Ticino dei capitali evasi perciò non era previsto nessun sostegno mirato della nostra piazza finanziaria. La pseudoamnistia imponeva inoltre il calcolo retroattivo di rimborso per agevolazioni fiscali ottenute nel periodo di computo. Se ad esempio qualche anziano avesse voluto togliere dal materasso il libretto di risparmio e negli ultimi 10 anni avesse ottenuto agevolazioni (AVS, sussidi Cassa Malati) avrebbe dovuto rimborsare tutto.In conclusione gli ho confessato che non credevo ai miei occhi quando ho letto l'articolo con il quale venivo tirato in ballo dal funzionario rappresentante della Camera di Commercio (PLRT) il quale nel suo rapporto presentato al voto in Parlamento ha sostenuto questa pseudoamnistia dando una dimensione distorta del fenomeno dei capitali sommersi attaccando in modo scorretto la piazza finanziaria e i suoi operatori. Il sottoscritto, unitamente al collega Sergio Morisoli, è intervenuto in difesa della piazza finanziaria e dei colleghi, che con impegno e dedizione lavorano nel setto­re giornalmente, stigmatizzando que­sto atteggiamento negativo nei nostri confronti da parte del funzionario rap­presentante della Camera di Commercio. Anche in questo caso i verbali del Gran Consiglio parlano da soli (carta canta). Prima di lasciarci il mio amico, ringraziandomi per l'esaustiva spiegazione, mi ha detto: «Ma allora di cosa stanno parlando Gabriele Gendotti e Rinaldo Gobbi? Questa non era certo l'amnistia fiscale di cui avevamo bisogno!». Paolo SanvidoGran ConsigliereLega dei Ticinesi

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