
A inizio 2011 il Consiglio d'Amministrazione dell'Azienda Elettrica Cantonale (AET) a spron battente aveva comunicato a mezzo stampa che aveva rimesso il proprio mandato "a disposizione del Consiglio di Stato che emergerà dalle prossime elezioni cantonali" . Con questo atto parlamentare ci siamo premuniti di verificare, tramite interrogazione formale al Consiglio di Stato, se questo corrisponda al vero o se non foss’altro che un nuovo gesto plateale (coup de théâtre) dell’azienda per distogliere l’attenzione sull’importante tema della gestione aziendale. Dimissioni CdA di AET sono mai arrivate al nuovo Consiglio di Stato? Lodevole Consiglio di Stato, In un comunicato stampa di AET datato 26.01.2011 (http://www.aet.ch/comunicati_det.html?idnews=6308) , oltre a confermare la piena fiducia nella direzione aziendale, il CdA scriveva: "Allo scopo di dare all’azienda tutto il supporto necessario, e per permetterle di poter operare in un ambiente contraddistinto da fiducia e armonia, nell’interesse di tutte le cittadine e di tutti i cittadini, il CdA ha deciso all’unanimità di mettere già sin d’ora il proprio mandato a disposizione del Consiglio di Stato entrante (specchio della prossima volontà popolare), per poter così eventualmente decidere una ripartenza su basi più condivise, ridando quindi quella fiducia piena che tanto è indispensabile all’azienda cantonale per poter operare con serenità, dedizione e profitto." In considerazione di quanto sopra domando al Consiglio di Stato: le dimissioni per iscritto dell'intero CdA di AET sono effettivamente state inoltrate al nuovo Consiglio di Stato ? Se si, quando? Se invece non sono state inoltrate questo gesto conferma un intento unicamente plateale da parte del CdA per togliere AET dalle discussioni politiche ? Come valuta il Consiglio di Stato questo atteggiamento fuorviante da parte del CdA AET nei confronti dell'opinione pubblica ticinese? Paolo Sanvido e Daniele Caverzasio, deputati Lega in Gran Consiglio
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