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Paolo Ortelli - Politica, torniamo a crederci
Paolo Ortelli - Politica, torniamo a crederci
Paolo Ortelli - Politica, torniamo a crederci
Redazione
7 anni fa

Mancano ormai pochi giorni all’importante scadenza elettorale del 7 aprile. La contesa è incerta, e le attese, soprattutto quelle legate a un rinnovamento dei ranghi sono elevate. Come candidato, ho affrontato questa corsa con grande impegno e determinazione appoggiandomi a quel naturale entusiasmo che da sempre contraddistingue la mia attività di formatore di giovani in un settore delicato e determinante per il nostro futuro come quello edile. Non sono mai stato un tipo del “fare tanto per fare”, l’accompagnatore gratuito. Ho quindi affrontato questa sfida con passione ragionata, cercando di giocarmi le mie chance elettorali al meglio e soprattutto, e ne sono fiero, dando tutto.

Allora ecco che il meglio di questa affascinante avventura restano i visi, i sorrisi ed i brevi dialoghi con la gente. Quegli incontri in pranzi o cene nei comizi tra una portata e l’altra, al momento di un saluto troppo breve e fugace ma al quale ho cercato sempre di dare quel senso giustamente atteso e preteso da chi si è preso la briga di volerti ascoltare. È stato un privilegio essere candidato perché mi ha consentito di vivere, ascoltare e comprendere la nostra gente. Quell’esercito di persone che quotidianamente nei loro ambiti e nei diversi contesti sociali e lavorativi contribuiscono, loro certamente in modo sistematico e profondo quanto probabilmente inconsapevole, a costruire questo splendido cantone.

Semplici cittadini che ancora hanno dimostrato a noi candidati il piacere e la voglia dell’incontro, di una relazione umana importante attraverso cui costruire e instaurare quell’indispensabile fiducia verso il prossimo, e a cui, ancora una volta, anche con un po’ d’ideale cocciutaggine, provare ad affidare il difficile compito di promuovere e difendere gli interessi dei cittadini e del paese. Già, un difficile compito, che significa responsabilità e impegno nel ricercare e costruire vie praticabili e possibili alla soluzione dei problemi che assillano questo cantone. Un cantone troppo spesso alle prese con un suo cronico atteggiamento etnocentrico, da ombelico del mondo, che sembra in modo miope privilegiare discussioni tra rioni, di bottega, piuttosto che dedicarsi alla sostanza del lavoro concreto sui problemi. Insomma quelle competenze che scarseggiano e che, quando ci sono spesso, vengono malamente sfruttate.

È vero i problemi sono sempre più complessi, influenzati sempre più da fattori esterni, eppure il paese sembra aver perso lo slancio del lavoro concreto, così impegnato a curare relazioni ed immagini personali, dimenticandosi anche di sognare e vivere un po’. Credo che a questa politica, sia ragionevole chiedere di tornare a crederci. In fondo è questo che le centinaia di volti incontrati, con sorrisi profondi o con distratta attenzione volevano dirci. Non perdete più tempo, non rovinate tutto nel dividere sembravano dirci: tornate a riconoscere e a rispettare i ruoli istituzionali, tornate a valorizzare le competenze disciplinari. Non muovetevi contro qualcuno o qualcosa ma cercate di trovare la giusta via. Tutto questo nella consapevole ragionevolezza che in fondo i problemi del paese sono si tanti, ma le soluzioni, quelle vere, possono se condivise e maturate veramente con intelligenza, anche essere poche.

Paolo Ortelli, candidato PLRT per il Gran consiglio

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