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Paolo Locatelli - Per non segare il ramo sui cui siamo seduti
Redazione
11 anni fa

In molti dicono che la politica difetti nella progettazione del futuro. Di fronte al grande cantiere dell’aggregazione dei 17 comuni del Bellinzonese, la reazione istintiva dovrebbe essere quella che porta a dire “Urca, ma questa è la mamma di tutte le visioni politiche e quindi … avanti tutta!”.

Eppure, se si ascolta la gente, quelle stesse persone che saranno chiamate a esprimersi in via consultiva il prossimo 18 ottobre 2015, non emerge una posizione così chiara. Come mai? L’impressione è che i promotori di questa aggregazione si stiano facendo del male da soli presentando un progetto che sulla carta appare pulito e lineare, ma che dietro nasconde numerose questioni irrisolte che finora non sono state oggetto di dibattito. Forse perché sono troppo complicate da spiegare, o perché non fanno l’unanimità tra i 17.

Un esempio è quanto riportato in questi giorni sui giornali: il Sindaco Branda, con una sorprendente fuga in avanti, annuncia via stampa la sospensione del progetto MEP in quel di Carasso (magazzini comunali, ecocentro e sede pompieri). Come mai? Il progetto è in elaborazione da molti anni, a inizio legislatura è stato presentato come una delle priorità del Municipio, ora non lo è più? Non ci sono più i soldi per farlo? Questa presa di posizione centra in qualche modo con l’aggregazione? Ma l’aggregazione non serve soprattutto per migliorare e ottimizzare i servizi offerti al cittadino?Servono a poco le smentite di altri municipali, la frittata è fatta e il dubbio si è già insinuato.

Cosa ci dobbiamo aspettare prima del voto consultivo, altre fughe in avanti su altri progetti in corso nel comprensorio?

Questi sono solo alcuni dei punti di criticità che rischiano d’influenzare il voto del 18 ottobre, la brochure con i numeri della nuova Bellinzona l’abbiamo vista, abbiamo capito che il progetto è realizzabile, ma a me cittadino interessa capire se la nuova Bellinzona mi garantirà una qualità di vita migliore, dei servizi più efficienti (che non sono di certo l’attuale ecocentro e la sede dei pompieri) e che in effetti si stia lavorando con una visione comune.

Il mio consiglio è che il “gruppo di lavoro intercomunale sulle aggregazioni” si concentri maggiormente sui punti di criticità, condivida al suo interno soluzioni e visioni e le comunichi in modo chiaro. Solo così potrò continuare a sperare nella concretizzazione del progetto aggregativo.

Paolo Locatelli, consigliere comunale PPD di Bellinzona

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