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Paolo Camillo Minotti - Trattato sul transito: le incoerenze dei PS
Paolo Camillo Minotti - Trattato sul transito: le incoerenze dei PS
Paolo Camillo Minotti - Trattato sul transito: le incoerenze dei PS
Redazione
11 anni fa

Su «LaRegione» del 5 febbraio u.s. ho letto la risposta che Fabio Pedrina dà al granconsigliere Franco Celio, che aveva osato ricordargli le incoerenze socialiste nell’applicare il principio costituzionale del carico su ferrovia del traffico merci da confine a confine. Pedrina ripete le solite tiritere ma non convince.

Premesso che il sottoscritto, come Celio, aderì al comitato promotore dell’iniziativa delle Alpi pur essendo favorevole al raddoppio del tunnel del San Gottardo (ritenevo che il terzo capoverso dell’articolo costituzionale proposto, facente divieto di potenziare gli «assi di transito stradali attraverso le Alpi», non impedisse il raddoppio di un segmento di 17 km di galleria di un asse già esistente, ma fosse da riferire appunto a un intero asse, per es. il potenziamento delle corsie autostradali su tutta la N2 o la costruzione di nuove strade e autostrade nelle valli alpine).Premesso altresì che nel 1989 si fece bene a lanciare l’Iniziativa delle Alpi (e nel 1994 il popolo fece bene ad accettarla), perché si diede un segnale a favore del trasporto ferroviario. Il problema sta però nel fatto che una buona parte degli stessi iniziativisti (in specie la componente facente capo al PS) dopo pochi anni sostenne quei Bilaterali che – con l’Accordo sul Transito – contraddicevano totalmente gli obiettivi dell’Iniziativa delle Alpi. L’iniziativa imponeva il trasferimento su ferrovia di tutto il traffico pesante di transito (salvo «eccezioni giustificate da menzionare esplicitamente nella legge di applicazione»), mentre l’Accordo sul Transito stabiliva una cifra di 650'000 passaggi di camions all’anno dietro pagamento di un importo che fu fissato in ca. 300 franchi, importo che non dissuadeva per nulla dall’uso della strada e non induceva a caricare su ferrovia, tant’è vero che i transiti di camions si attestarono sul milione e 300 mila (e sono tuttora più di un milione). Anche perchè l’Accordo sul Transito era stato accompagnato dall’abolizione del divieto delle 40 t, che contribuì a riportare sulla via del Gottardo il traffico di elusione che tale divieto aveva spostato su Brennero e Monte Bianco.

La contraddizione é evidente, checché ne dica Pedrina. Egli accampa a scusa il fatto che ci furono pressioni dell’Astag e che certi ambienti economici sostennero l’Accordo sul Transito per avere in contropartita libero accesso ai cieli europei per la Swissair; ma questo non toglie nulla alla sua incoerenza! Gli autotrasportatori sono sempre stati contrari all’obbligo di carico su ferrovia, idem si sapeva che l’economia non lo considerasse una priorità, ma che chi aveva messo in scena con l’Iniziativa delle Alpi una campagna propagandistica insuperata pretendendo di difendere le Alpi e di lottare contro l’inquinamento dei TIR, sostenne poi (per sudditanza verso il ministro PS Leuenberger come dice Celio, ma anche per ideologia europeista aggiungo io) un Accordo sul Transito che prevedeva il contrario, è da ritenersi una presa per i fondelli di rara disinvoltura! In compenso si viene oggi a combattere il secondo tubo al Gottardo, che è importante soprattutto per il Ticino (per gli automobilisti che debbono attraversare il tunnel in sicurezza e per le ditte ticinesi che devono fare rifornimenti oltregottardo, o viceversa,rifornimenti per cui non sarà mai ragionevole il carico su ferrovia, carico che è interessante soprattutto sulle lunghe distanze)! Il caricamento dei camions a Biasca nel periodo di chiusura durante il risanamento è una barzelletta per chi conosce la vita economica reale.Il tempo è denaro e, se una ditta per caricare il suo camion deve aspettare «x» ore, rischia di fallire; senza contare poi l’ennesimo impatto devastante che tali infrastrutture di carico avrebbero nel territorio della Riviera! Mentre il traffico di transito dovrebbe beninteso essere caricato – meglio se su containers - a Chiasso o a Como, e non a Biasca (ciò che significherebbe dover attraversare ancora i tre quarti del Ticino)! E speriamo che, una volta disponibile AlpTransit, ciò avvenga in maggior misura….(secondo logica ci dovrebbe essere l’incentivo da parte delle autorità a imporlo, se non altro per evitare un «flop » finanziario di AlpTransit).

Paolo Camillo Minotti(già membro del comitato promotore dell’Iniziativa delle Alpi)

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