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Paolo Bernasconi - Rubik, perde solo il fisco tedesco
Redazione
14 anni fa

Il Bundesrat tedesco ha scippato una pioggia di miliardi al fisco tedesco. Infatti le banche svizzere avrebbero versato gratuitamente, con puntualità svizzera, evitando contenziosi di anni, i miliardi che avrebbero prelevato dai depositi di contribuenti tedeschi. Sulle cause, un consenso generale: il gran rifiuto del Bundestag è da collegare alle manovre preelettorali. Pertanto, nessuna frenata per l'accordo tra la Svizzera e l'Italia. Anzitutto Bruxelles aveva già dichiarato mesi orsono che gli accordi sul modello Rubik sono compatibili con il diritto europeo. Inoltre, l'attuale costellazione politica in Italia è totalmente diversa da quella tedesca. Infine, sul tavolo dei negoziati, che continuano in modo serrato fra il Governo italiano e quello tedesco, oltre all'accordo sull'imposta liberatoria, sono all'esame l'estensione dello scambio di informazioni secondo la Convenzione italo-svizzera sulla doppia imposizione, la radiazione della Svizzera dalla lista nera dei paradisi fiscali, l'accesso ai mercati italiani per le banche svizzere e gli accordi sui ristorni dei frontalieri. Pertanto, gli interessi in gioco sono molto più estesi che non quelli tra la Svizzera e la Germania. Per i clienti di banche svizzere non esiste più alternativa: infatti, entro un paio d'anni, il Parlamento svizzero dovrà codificare in diritto svizzero la raccomandazione dell'OCSE che prevede la punibilità del riciclaggio di averi patrimoniali risparmiati mediante frode o sottrazione fiscale aggravata. Questa novità, imposta dall'OCSE a tutti i suoi paesi membri e collegati, compresi i rifugi fiscali del Sudest Asiatico e del Golfo dei Caraibi, accelera l'estinzione delle società paravento offshore. Sarà questo il punto di non ritorno. Rubik o non Rubik. Prof. Paolo Bernasconi

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