
Bellinzona e il bellinzonese, finalmente, sembrano essersi resi conto del loro enorme potenziale di sviluppo per la regione ma, pure, per il Sopraceneri e, indirettamente, per tutto il Cantone.
La loro collocazione geografica, gli Istituti clinici e scientifici già operativi, le infrastrutture presenti e quelle previste a medio termine costituiscono un interessantissimo atout che, se ben amministrato e promosso, potrà attirare nuovi imprenditori, investitori, start-up e personalità di grande spessore e seguito sul piano scientifico, imprenditoriale e culturale.
Tutto ciò in un ambito, quello medico-sanitario, che sta modificando e condizionando vieppiu la nostra esistenza e che e' in costante trasformazione e mutazione. Tant'è che, quanto ancora era presente fino a pochi anni orsono nel vissuto popolare che vedeva (a torto) nel comparto medico-sanitario principalmente un onere, beh, ora questo non e' assolutamente più vero!
La realtà, per chi la vuole vedere, è infatti un'altra. Il settore sanitario rappresenta infatti un motore molto potente per l'economia, in grado di creare indotto, valore e impiego ad alto contenuto tecnologico, scientifico, umano e psicologico. Infatti, il settore sanitario rappresenta in Svizzera ben l' 11% del prodotto interno lordo e occupa più di mezzo milione di persone.
Bellinzona e la sua regione, come ricordato sopra, nel corso degli anni ha saputo gettare delle solide basi per questo balzo in avanti. In particolare ha saputo adattarsi ai bisogni di tutta la regione e del Cantone con le sue ottime infrastrutture ospedaliere e scientifiche, gli istituti e gli enti formativi, le cure a domicilio, l'assistenza psichiatrica, le nuove start-up, le iniziative culturali e sociali in ambito specialistico, i laboratori, le associazioni e fondazioni medico-scientifiche, l'offerta di consulenza in ambito medico-ambulatoriale e semistazionario, ecc.
Ora finalmente si tratta di integrare e completare questo lungo e paziente lavoro con la collaborazione dell'esecutivo cantonale, del DSS, dell'EOC e dell'OSC che appaiono indifferibili e urgenti nel breve periodo. Non è infatti immaginabile che, ora, Bellinzona possa anche solo remotamente rischiare di perdere questo inestimabile capitale esperienziale, scientifico, umano, tecnico e strutturale solo perché non si ha il coraggio di parlar chiaro e spostare così il baricentro nonché alcune risorse del Cantone su questo comprensorio regionale che ora ha raggiunto il grado di maturità richiesto per poter guidare con successo un Biopolo delle scienze della vita ad alto valore aggiunto! Con un tornaconto indubbio non solo per la capitale e la Regione ma, pure, per tutto il Cantone.
Orlando Del Don
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

