
Con la presente mia presa di posizione – condivisa da tutto il Gruppo parlamentare UDC – desidero testimoniare la mia profonda preoccupazione riguardo la parzialità dell’ente pubblico radiotelevisivo ticinese di fronte al dibattito politico che interessa il nostro Paese. Dibattito pubblico al quale il nostro partito partecipa attivamente e in modo significativo e sostanziale. In particolare intendo qui stigmatizzare il servizio che è stato realizzato dalla RSI nel corso della seconda giornata di questa sessione dicembrina del Gran Consiglio. Un servizio che, oltre ad essere stato parziale e monco, è espressione di una modalità giornalistica perlomeno discutibile e, da ultimo ma non ultimo, uno sgarbo nonché una mancanza di considerazione grave nei confronti di tutto il gruppo UDC in Parlamento.Nella fattispecie, nel corso di un servizio della trasmissione IL QUOTIDIANO la RSI ha presentato le novità legate alle attività della Banca dello Stato. Durante il servizio è stato trovato tutto il tempo per inquadrare i deputati che hanno partecipato al dibattito e per mostrare delle ampie panoramiche della sala del Parlamento riuscendo sorprendentemente ad eludere completamente le inquadrature sui nostri deputati UDC presenti in aula. E questo pur essendo da tutti risaputo come il nostro partito sia sempre stato critico nei confronti di Banca Stato e come l’UDC abbia da sempre mantenuto una posizione di opposizione dialettica chiara sulla questione. Senza dimenticare poi che il nostro partito è stato il solo a non aver firmato i conti presentati da Banca Stato. Considerando lo stato delle cose riteniamo riprovevole la scelta deliberata della RSI di non dar spazio ai nostri interventi e che, ancora peggio, nel servizio in oggetto non sia stata passata nemmeno un’inquadratura dei nostri deputati presenti in sala. E questo – a rendere ancora più conclamata questa censura – a pochi giorni dalla secca presa di posizione sui media del Consigliere Nazionale Pierre Rusconi che aveva chiaramente espresso il suo disappunto e malessere per questa modalità discutibile e censurabile di operare da parte della RSI. È mio e nostro auspicio che finalmente si possa voltare pagina e cominciare ad occuparsi in modo serio, equo e avulso da pregiudizi, del dibattito politico ticinese da parte della nostra emittente pubblica. Questo il mio vivo auspicio affinché il nuovo anno possa prendere avvio con le buone premesse e i buoni intendimenti da tutti auspicati, sia internamente che esternamente alla RSI.
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