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Orlando De Maria - La socialità è ancora sinonimo di responsabilità
Redazione
11 anni fa

Ogni giorno emergono scandali relativi alla socialità. Le crepe nel sistema in cui si insinuano i furbi vanno chiuse con decisione perché a pagarne il prezzo sono per prime le persone che hanno bisogno dell’aiuto pubblico e, in secondo luogo, chi si insinua nelle debolezze della socialità mina il principio di sussidiarietà che il mondo ci invidia e non è in grado di mettere in atto.

C’è chi riceve denaro del quale non ha diritto, e questo in ogni ambito, dalla disoccupazione all’assistenza passando per le assicurazioni malattia, infortuni e perdita di guadagno. Archiviamo questa losca faccenda in fretta perché è una pagina triste del nostro Cantone.

Per essere del tutto dimenticata, però, vanno introdotte delle contro-misure efficaci, snelle e intelligenti perché, da salvaguardare, c’è anche la buona fede dei funzionari comunali e statali che concedono rendite ingiustificate e, fino ad oggi almeno, credo alla loro buona fede anche se, e sono episodi che non si possono tacere, tutti sappiamo che in più di un’occasione qualche funzionario ha chiuso un occhio (a volte anche due).

Se da una parte non si può ragionevolmente credere che i furbetti smettano di essere tali, in assenza almeno della certezza di una condanna pesante, dall’altra parte è legittimo e necessario convincersi del fatto che le Istituzioni non debbano prestare il fianco a critiche e che i funzionari preposti non agiscano in malafede.Per questo motivo occorre che Cantone, Comuni e funzionari propongano immediatamente al popolo delle misure che, facendo leva su coercizione e su nuove strategie di controllo, possano fare capire ai tanti ticinesi onesti che la festa per i furbetti volge al termine.

Si rende necessario un inasprimento delle pene (e questa è una sconfitta per il buon nome della socialità) ma si rende necessaria una totale revisione dei parametri utili alla concessione degli aiuti pubblici, così come una totale revisione dei metodi di controllo perché, se le verifiche ci sono, funzionano piuttosto male.Per quanto sia doloroso doverlo ammettere, le pene vanno inasprite anche per quei funzionari che – per leggerezza o dolo – si rendono correi e danno ai furbi la possibilità di essere tali.

Un bagno di umiltà, a questo punto, farebbe solo bene a tutti.

Orlando De Maria, candidato al Gran Consiglio per Il Fronte degli Indignati

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