
La nascita delle Esposizioni cosiddette Universali risale a più di centocinquant’anni fa. La prima ebbe luogo a Londra nel 1851.
Famosa quella di Parigi del 1989 della quale ci è rimasta la Tour Eiffel. A Milano se ne svolse una già nel 1906. Altri tempi, altre esigenze, altro genere di comunicazioni e di trasporti. Allora queste grandi esposizioni servivano soprattutto per far conoscere nuove scoperte, nuove invenzioni, nuove tecnologie e nuovi prodotti al mondo intero.
Oggi, nel tempo della globalizzazione, e di un pianeta che soffre per ogni genere di inquinamento, questo tipo di “eventi” non ha quasi più alcun senso se non quello di soddisfare le ambizioni di qualche star dell’architettura, di celebrare qualche politico in perdita di credibilità e di consensi. E di riempire lo stomaco mai sazio di qualche imprenditore d’assalto; in Italia poi, spesso e volentieri, con il supporto pure di qualche intraprendente mafioso.
Così che la Città di Milano, qualche anno fa, con una Moratti, Letizia (!) accompaganata da un Celeste in grande spolvero…, si è candidata per appaltare l’ultima di queste manifestazioni in calendario. E quando da Parigi è arrivata a Milano la grande notizia non ci si è risparmiati nello stappare bottiglie di champagne. Poi si sa come la coppia è finita…
Ed è subito iniziata la via crucis. Dopo un primo interessante progetto, per presentare – in parallelo– lo sviluppo della catena alimentare nelle diverse regioni del pianeta, si andati presto in palta perché naturalmente questa felice idea non trovava il consenso e il supporto finanziario delle multinazionali del consumismo. E ti pareva…
La Svizzera è comunque stata la prima nazione del mondo ad annunciarsi e a firmare il contratto. Siamo sempre i primi. Magari anche nel farci fregare.
Il nostro cantone ha comunque subito aderito creando una commissione ad hoc (quasi a la coque…) mettendo a disposizione tre milioni e mezzo di sonanti franchetti che il parlamento delle Orsoline non ha però ancora votato! Ohibò…
Intanto si diffondeva la voce che a Milano a partire da maggio 2015 si sarebbe andati a far visita con la Stabio–Arcisate (o Arcirisate?)… Qualcuno aveva ri–lanciato anche l’idea dell’idrovia in partenza da Locarno (forse per onorare il Gigio?). Mi sa che l’anno prossimo (semmai qualcuno volesse andare a Milano potrà sempre visitare il Monumentale) si potrà magari far capo all’antica, ma sempre sicura diligenza in partenza da Camerlata…
Le news di questi ultimi giorni ci annunciano l’arresto del direttore generale alle Infrastrutture Lombarde, e di alcuni suoi compari, a quanto pare per enormi tangenti intascate…, anche in relazione al cantiere EXPO 2015.
Si tratterebbe di un certo ing. Rognoni, un uomo assunto a suo tempo dal Celeste. Un ingegnere che i calcoli li sapeva sicuramente fare. Rognoni? Per lui li faceva forse pure trifolati. E per gli altri?
Quando si dice che… le rogne non finiscono mai. Anche se noi, a Chiasso, potremo sempre farci un… treno su un binario morto (non vorrei solo che a qualche vagone venisse magari, domani, il magone).
Orio Galli
graphic designer
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

