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Oreste Pejman - Donne, la Costituzione non viene rispettata
Redazione
11 anni fa

La Costituzione svizzera al suo articolo 8, capoverso 3 recita: “Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l'uguaglianza, di diritto e di fatto, in particolare per quanto concerne la famiglia, l'istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore.”

La Costituzione si scontra purtroppo con la realtà, che narra una storia diversa. Le donne infatti in Svizzera sono pagate in media il 19,3% in meno degli uomini, per svolgere la stessa funzione.Ora sta a noi scegliere, o si cambia la Costituzione o si cambia la realtà: io propongo di cambiare la seconda. Per fare questo però c’è bisogno di una sincera e concreta presa di coscienza da parte di tutti, soprattutto dei datori di lavoro. L’8 marzo come data simbolo può e deve aiutare a fare questo passo importante.Il giorno dell’8 marzo è comunemente chiamato “festa della donna”, anche se da festeggiare ci sarebbe ben poco. Infatti per molti l’origine di questa data deriva dall’anniversario del rogo di una fabbrica di camicie di New York, dove 130 operaie, che lavoravano in condizioni indegne, persero la vita. Questo giorno serve a ricordare le grandi conquiste ottenute dalle donne a livello sociale, politico e economico, a guardare a quanto ancora si può e si deve fare e a rammentare che le donne sono un valore immenso per la nostra società. L’8 marzo è quindi una data importante, ma è utile solo se serve a prendere coscienza per tutto l’anno del valore delle donne, e non a fare gli ipocriti con belle parole solo per 24 ore. L’8 marzo infatti passa in 24 ore, ma la discriminazione che le donne subiscono sul posto di lavoro non passa se non c’è un passo in avanti della società. Nel 2015 non è più tollerabile sapere che le donne per svolgere la stessa funzione di un uomo guadagnano in media il 19,3% in meno. Uno Stato che guarda a questo fenomeno senza mobilitarsi attivamente è complice. Bisogna però ricordarsi che lo Stato siamo noi e sta dunque a noi, agli imprenditori, ai politici, agli studenti, a tutti fare il primo concreto e importante passo: cambiare mentalità. Il mio è dunque un auspicio affinché si rispetti la Costituzione, ma soprattutto affinché si rispettino le donne.

Oreste Pejman, Candidato PPD al Gran Consiglio del Canton Ticino (numero 28, lista 8)

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