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Orari di apertura prolungati: per il Ticino è un'esigenza
Redazione
17 anni fa
Stefano Rizzi

Orari di apertura prolungati: il Ticino è pronto per un compromesso ragionevole di Stefano Rizzi segretario del Distretto PLR di Lugano L’annosa questione degli orari di apertura dei negozi è finalmente tornata d’attualità con una nuova proposta concreta: la legge sull’apertura dei negozi, che dovrebbe sostituire la legge cantonale sul lavoro del 1968. Tutti riconoscono che la società è cambiata, così come le abitudini dei consumatori, i ritmi lavorativi di tutti gli impiegati e le aspettative dei turisti. Inoltre il Cantone Ticino, soprattutto nelle zone di frontiera, è confrontato con una concorrenza molto forte e che è sempre pronta a sorprendere con iniziative innovative (si veda ad esempio www.apertodomenica.com). A pochi chilometri dal confine i negozi sono normalmente aperti la sera e la domenica: anche molti ticinesi apprezzano questa offerta. Spesso i turisti, ma anche gli italiani che vengono in Ticino anche solo per una giornata di svago, trovano invece le saracinesche sistematicamente abbassate. Orari di apertura più estesi sono quindi indispensabili per soddisfare le nuove esigenze, ma anche per creare nuovi posti di lavoro, fattore certo da non sottovalutare con i tempi che corrono. Il tema degli orari di apertura dei negozi si trascina purtroppo da anni a causa del conflitto tra le richieste di maggiore flessibilità da una parte e la tutela dei lavoratori dall’altra. Il nuovo progetto di legge – presentato dal Dipartimento Finanze ed Economia nel mese di aprile – condiviso da Federcommercio, Disti (grande distribuzione) e, in un primo tempo, dalle associazioni del personale (ad eccezione dell’UNIA), rappresenta una soluzione estremamente ragionevole: prevede l’apertura per quattro domeniche e 3 o 4 giorni festivi già ancorati alla legge, e il prolungo dalle 18.30 alle 19.00 nei giorni feriali e al sabato fino alle 18.00. Le richieste del padronato, che chiedeva aperture prolungate sino alle 20 o alle 21, sono quindi state accantonate, dimostrando la chiara volontà di raggiungere un compromesso equilibrato per tutte le parti coinvolte. Resta il nodo, che aveva già bloccato un precedente progetto, del legame tra queste nuove concessioni e l’applicazione di un contratto collettivo di lavoro (CCL): per le associazioni del personale qualsiasi soluzione sul versante degli orari di apertura è indissociabile da una migliore regolamentazione delle condizioni di lavoro. Purtroppo una sentenza del tribunale federale relativa al Cantone di Basilea-Città non permette ai cantoni di ancorare nella legge cantonale anche norme sul diritto dei lavoratori. In pratica non è quindi possibile prevedere nella legge cantonale che la concessione del diritto all’apertura prolungata sia legata alla sottoscrizione di un contratto collettivo. Federcommercio e Disti hanno però assicurato, nell’ambito delle trattative per la nuova legge oggi in discussione, il proprio impegno per una maggiore diffusione del CCL, ma i sindacati hanno nel frattempo già fatto, con grande sorpresa e delusione, dietrofront. Per il bene del nostro cantone, che ha bisogno di svegliarsi da un torpore che lo sta asfissiando, speriamo che le associazioni del personale scendano presto a più miti consigli, ma soprattutto che l’autorità cantonale non si presti al gioco di forza che queste stanno attuando: il paese oggi è infatti pronto per accettare un compromesso ponderato come quello proposto. Per sbloccare le trattative, considerato il perdurare di questa situazione di stallo, si potrebbe anche procedere altrimenti, modificando la legge federale sul lavoro, in modo da permettere ai cantoni di inserire nella legge un legame diretto tra il diritto all’apertura e la sottoscrizione di un CCL. Continuo comunque ad auspicare un accordo molto prima di un’eventuale modifica della legislazione federale. Altrimenti vorrebbe dire che il Ticino avrebbe perso anche in questo campo altri 10 anni, a scapito di competitività e posti di lavoro.Stefano Rizzi, segretario del Distretto PLR di Lugano

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