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Nadia Russo
Orari dei negozi: un no giovane e sostenibile
Redazione
3 anni fa
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Una società sostenibile è una società capace di coniugare gli interessi dell’ambiente, delle persone e dell’economia. Là dove l’economia di mercato va a toccare una di queste sfere, va messo un freno: è il caso della modifica della legge sull’apertura dei negozi.

Attualmente si parla molto di equilibrio vita - lavoro e non è un caso: gli esperti definiscono il burn out la pandemia del secolo. Contribuisce a questo malessere non solo il carico di lavoro, ma anche la frammentazione degli orari. Chi sostiene la legge controbatte che le ore di lavoro non aumenteranno e che chi ha lavorato la domenica avrà il lunedì o il martedì libero. Si dimenticano che è la domenica che si sta in famiglia e che è nell’interesse non solo dei singoli, ma anche di una società vivibile e sana poter avere dei momenti comuni sottratti al lavoro in cui le persone possano dedicarsi alla loro vita privata. Nella nostra cultura non è infatti né il lunedì, né il martedì che ci si ritrova per una giornata in famiglia o per una festa di quartiere o ancora per dedicarsi alla spiritualità. La domenica libera e degli orari di lavoro non estesi né frammentati permettono non solo un rapporto sano al lavoro, ma contribuiscono anche a ridurre il disagio sociale perché permettono alle persone di dedicare del tempo di qualità alla famiglia e alle attività sociali tipiche della domenica e dei festivi (feste di quartiere, spiritualità, ecc). In un contesto dove il disagio psichico di adolescenti e giovani è in continuo aumento è assolutamente contraddittorio sottrare momenti sociali e famigliari a favore di aperture estese. E in una società in cui si parla sempre di più di «sperimentazione della settimana di 4 giorni» o di «conciliabilità lavoro-famiglia» il rispetto per l’equilibrio vita-lavoro (e quindi del lavoratore stesso) deve cominciare da chi ci offre i servizi di base ogni giorno per un piccolo stipendio. Queste categorie non vanno ignorate solo perché è comodo poter comprare ciò che si vuole all’ora che si vuole.

Più i negozi rimangono aperti, più aumenta il consumo. Ciò cozza con un altro tema caldo del momento: le sfide ambientali. L’obbiettivo di una società in transizione ecologica dovrebbe essere consumare meglio, non consumare di più. Questo permetterebbe davvero di favorire i piccoli commerci locali. E se vogliamo aprire di più per favorire il turismo allora dobbiamo chiederci se il turismo dei consumi è ancora una realtà desiderabile o se altri modelli più sostenibili sono da promuovere con più decisione.

Il benessere dei lavoratori e dell’ambiente non va confinato a qualche sperimentazione in aziende a leadership trasformativa, spesso impieganti personale altamente qualificato. Il benessere dei lavoratori inizia dal basso, in una società che mette al centro l’essere umano.

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