
Prendo lo spunto da un triste grave episodio di avvelenamento di undici delle mie capre, causato da rifiuti vegetali fermentati probabilmente intrisi di concimi e diserbanti portati e scaricati furtivamente sulle proprietà patriziali e comunali per esporre alcune riflessioni.
Chiamato con il ridicolo e penoso anglicimo, uno dei tanti, di littering, l’incivile malcostume è presente ovunque nel Cantone. Prati e pascoli vengono incivilmente usati e trattati come comoda pattumiera da un numero crescente di vandali e questo malgrado i centri di raccolta messi a disposizione dai comuni.
Pascoli e corsi d’acqua invasi e presi d’assalto da moderni centauri praticanti il cross ovunque, in barba alla segnaletica di divieto, rovinando e inquinando pesantemente la cotica erbosa e sprezzanti verso la presenza di bestiame pascolante. Tutte cose viste e ammirate prima alla tv e in seguito sui media elettronici. Vandali prodotti e alimentati dalla civiltà dell’usa e getta, sorretta dalle pervasive sirene adulanti il feticcio del nuovo (new), come segno di successo, emancipazione, traguardo e senso del vivere moderno.
L’incivile e sciagurato esempio viene dall’alto e da lontano, oceani e laghi usati e trattati come comoda pattumiera per armamenti, scientemente declasati, complici i poteri scientifici e tecnologici, per crearne dei nuovi più potenti e più incivili. Poteri finanziari forti che, giocando sulla strumentalizzazione della paura e sul mito della sicurezza, tengono in ostaggio la sorte del mondo.
La storia non solo si ripete ma peggiora, perché frutto della rampante cupidigia umana.
Olindo Vanzetta, capraio, Biasca
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