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Olindo Vanzetta - Patria e propaganda
Olindo Vanzetta - Patria e propaganda
Olindo Vanzetta - Patria e propaganda
Redazione
7 anni fa

Come ogni anno la fregola retorica della festa nazionale ha visto scendere in campo, a volte sgomitando, politici di tutti gli schieramenti. Enfatici e plaudenti nei loro discorsi hanno, come sempre, cucinato e servito una Svizzera quale esempio luminoso, faro del mondo libero e democratico. Molto bravi nel gestire la solita ammuffita retorica patriottica, vengono inoltre sciorinate analisi storiche volutamente piatte e riccamente incensate. Nessun accenno per contro alla politica opportunistica di mero tornaconto, praticata nel corso dei secoli dalla Dieta federale in rappresentanza dei 13 cantoni sovrani.

Politica mercantesca verso l’estero, fornendo milizie mercenarie, e al suo interno, verso i cantoni assoggettati o baliaggi, rapinando loro le poche risorse disponibili. La politica estera svizzera, incarnata dalla Dieta federale ha servito militarmente i vari regnanti e despoti d’Europa, fornendo loro la migliore gioventù armata per mantenerli al potere. Quanti moti insurrezionali, che chiedevano spesso solo giustizia e pane, repressero violentemente i mercenari svizzeri, al soldo delle tirannidi monarchiche.

Mercenari legalmente reclutati in patria dai soliti maneggioni e faccendieri, presenti ieri come oggi, nelle alte sfere del potere. Queste monarchie furono mantenute attive e feroci anche grazie al supporto delle baionette mercenarie elvetiche. L’orrore dello sfruttamento mercenario, che arricchiva ulteriormente la casta dei già ricchi venne, dopo più di tre secoli, finalmente proibito dal nuovo Consiglio Federale, che sostituiva la Dieta, il 20 giugno 1849. I tanto decantati 700 e più anni di coesione e spirito fraterno, sbandierati in questa deriva celebrativa, tradiscono e coprono spudoratamente una realtà storica segnata da sopraffazioni e violenze inconfutabilmente documentate.

Più recentemente il famoso rapporto della commissione Bergier, (frettolosamente confinato in cantina) ha denunciato e messo in luce l’atteggiamento ampiamente collaborazionista avuto dal governo federale verso il III° Reich, indicandolo come vera e unica causa della mancata invasione. Le forze migliori vennero comunque mobilitate e spedite al fronte a scavare inutili trincee lungo il Jura e a montare la guardia lungo il Reno, lasciando nelle valli alpine donne, anziani e bambini a coltivare i campi e falciare i prati per nutrirsi e continuare a vivere.

Olindo Vanzetta, Biasca

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