
Sono diversi gli allarmi che arrivano dai viticoltori ticinesi che, in vicinanza della vendemmia 2010, segnalano importanti perdite di raccolto a causa della sempre più fitta presenza di ungulati (cervi e caprioli) nei territori vitivinicoli del Cantone Ticino. Le misure sinora intraprese, oltre che dare pochi risultati sono anche anti-estetiche e vanificano la valorizzazione del territorio. Infatti, le recinzioni con ramine e fili elettrificati (modello bestiame grosso) non danno gli stessi risultati di una gestione della presenza degli ungulati in queste zone. Il Cantone Ticino punta molto sulla sua immagine di territorio equilibrato e suoi prodotti enogastronomici, come vettori promozionali per un marketing territoriale cantonale. Bene, la situazione presentatasi quest'anno - con danni ai raccolti della vendemmia 2010 - vanifica entrambe gli obiettivi! Da un lato si disincentiva la gestione del territorio da parte del settore primario, dall'altro si tolgono le risorse - riduzione di produzione di uva e vino - agli attori economici (viticoltori e vinificatori). Visto quanto sopra, si chiede al Consiglio di Stato di trovare soluzioni immediate e efficaci alla problematica sovraesposta, così come di prevedere la possibilità e di concedere permessi di guardia campi coltura per l'abbattimento di cervi e caprioli, e non dei soli cinghiali (come finora). Norman Gobbi, deputato Lega
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