
Negli scorsi giorni, i mezzi d’informazione si sono occupati a più riprese della frana del “Valegion”, sopra Preonzo, che minaccia di precipitare a valle rendendo pericolosa e non più sostenibile la permanenza in zona delle industrie che attualmente vi sono insediate. I sottoscritti deputati chiedono pertanto al Consiglio di Stato: corrispondono al vero le informazioni secondo cui il Cantone dovrà assumere, in tutto o in parte, le spese di tale trasferimento, avendo a suo tempo accordato il permesso di costruzione in zona rivelatasi inidonea? In tal caso, il Cantone potrà “dire la sua” sulla nuova ubicazione delle fabbriche, oppure la decisione spetterà unicamente ai proprietari delle stesse? Considerato che in territorio ticinese vi sono già delle aree industriali disponibili - ad es.a Piotta - mentre nuove ubicazioni richiederebbero modifiche di piani regolatori (con il relativo tempo necessario) e ulteriori occupazioni di territorio, è ipotizzabile che il Cantone si attivi affinché vengano prese in considerazione, almeno in via prioritaria, dette aree? Nel caso della zona industriale di Piotta, il Cantone ha intrapreso (o conta di intraprendere) ev. altre iniziative di rilancio? Il Cantone ha valutato - o intende valutare - la possibilità di mettere a disposizione dei terreni, appoggiandosi ai sussidi / contributi forestali per le premunizioni? Nel caso in cui le ditte propendessero per trasferimenti fuori dal territorio cantonale o perfino all’estero, il Cantone sarebbe ugualmente tenuto a partecipare alle spese di cui sopra? In tal caso, esso non potrebbe (o dovrebbe) piuttosto chiedere il rimborso degli aiuti o sgravi fiscali che fossero stati concessi a suo tempo? Norman Gobbi, deputato Lega in Parlamento e Franco Celio, deputato PLR in Parlamento
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