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Norman Gobbi: Il San Gottardo non sarà più presidiato, quali i rischi?
Redazione
16 anni fa

Da brevi incontri avuti in questi ultimi giorni, è stato appreso della volontà dell'attuale gestore del tunnel stradale del San Gottardo di eliminare i presidi fissi ai suoi due portali. Il tutto nell'ottica di maggiore efficienza (limitatamente finanziaria), secondo il progetto di USTRA denominato “EFFIGO”. La prima fase dovrebbe avvenire a fine mese di maggio o giugno con la chiusura della centrale di Airolo (portale sud), dove attualmente lavorano diversi collaboratori dell'UT4 (unità ticinese per la gestione autostrade su mandato USTRA), così come - de facto - del presidio di polizia. La seconda fase vedrà pure la chiusura della centrale di Göschenen e lo spostamento di tutta la direzione tecnica a Flüelen; a conseguenza di queste chiusure, anche le rispettive polizie cantonali (Uri e Ticino) hanno deciso di abbandonare il loro presidio ai portali. Le due centrali saranno dormienti, ma non smantellate. Questo non risolve il nocciolo della questione che sta nel fatto che il presidio umano con tutti gli enti coinvolti è vitale per la gestione di un tunnel stradale come il San Gottardo. La compartecipazione di tutti gli enti direttamente in loco in caso di evento (piccolo, medio o grande che sia) è vitale ed essenziale nel saper gestire: la tecnica del tunnel (areazione, ...), la gestione del traffico (blocchi, ...), l'interventistica con polizia, pompieri e ambulanza. Gli studi eseguiti dopo le tragedie del Monte Bianco, del San Gottardo, del Fréjus e del Tauro, hanno dimostrato l'importanza della presenza in loco degli enti di primo intervento, il loro coordinamento immediato con il supporto logistico della gestione tecnica del tunnel. Ora questo viene a cadere per volontà dell'USTRA e palese disinteresse dell'autorità politica. Si chiede al Consiglio Federale: 1. Il DATEC e i suoi uffici hanno valutato il rischio e le responsabilità dirette e indirette per la Confederazione in caso di incidente grave (ma anche medio o piccolo) all'interno del tunnel del San Gottardo, a seguito della mancata presenza di tutti gli enti di primo intervento e di un organo di coordinazione in loco? Se sì, con quali risultati? 2. Come valuta questa decisione sulla base delle direttive internazionali (tra cui la normativa europea RABS che, fra l’altro, abbassa i tempi di intervento da 3 a 2 minuti) in merito alle basi minime per la sicurezza dei tunnel stradali? Pertanto si chiede al Consiglio di Stato: 1. È informato della decisione di USTRA e UT11/GEXI (gestore del tunnel) di chiudere la centrale tecnica di Airolo? Se sì, quando e come è stato informato? 2. Corrisponde che i dipendenti ticinesi non sono stati informati di questa chiusura e che il loro luogo di lavoro diventerà Camorino? Inoltre, perché i ticinesi non sono stati informati dei nuovi concorsi per le stesse funzioni ma in terra urana? 3. Come valuta il rischio di inefficienza e inefficacia in caso di incidenti all'interno del tunnel, a seguito della chiusura della centrale? 4. Come valuta sinora la collaborazione tra Ticino e restanti Cantoni per la gestione del San Gottardo? 5. Ritiene sostenibile che la porta nord del Cantone Ticino non sarà più presidiata dalla polizia cantonale? Anche qualora vi fossero delle pattuglie mobili, come si intende gestire tutta l’interventistica da Biasca al portale senza una sala comando attiva in loco? 6. Qual è il bilancio dei posti di lavoro di competenza cantonale e federale nell'intere regioni periferiche del Cantone Ticino, dal 1990 ad oggi? Norman Gobbi, deputato al Consiglio Nazionale e al Gran Consiglio

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