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Nora Illi - Ciò che è iniziato con il niqab non finirà con il “burkini”
Nora Illi - Ciò che è iniziato con il niqab non finirà con il “burkini”
Nora Illi - Ciò che è iniziato con il niqab non finirà con il “burkini”
Redazione
10 anni fa

Di seguito la presa di posizione di Nora Illi, responsabile del Dipartimento delle questioni femminili del Consiglio centrale islamico svizzero (CCIS) sul caso del divieto del "burkini".

Sempre più spesso viene impedito l’accesso ai lidi pubblici alle donne che decidono di indossare un costume da bagno decente (il “burkini”, ndr). Ora è arrivata la decisione del Municipio di Cannes di proibire questo indumento.

Mi piacerebbe pensare che si tratta di uno scherzo di pessimo gusto, ma non è così: dopo l’hijab nelle scuole e il niqab in luoghi pubblici, Cannes vieta alle donne musulmane il loro indumento religioso più intimo. E chi si rifiuta di toglierlo viene automaticamente classificata come terrorista. Tutti gli aspetti positivi – come ad esempio una protezione integrale dal sole – non vengono minimamente presi in considerazione.

Non si tratta di una lotta contro una minaccia terroristica. Non è una questione di niqab o “burkini”, la Francia – in uno strascico colonialista – vuole far passare i musulmani come incivili. Non esiste alcun legame con il “burkini” e il terrorismo.

Il fronte anti-musulmano non è più solo una prerogativa della destra conservatrice. Anche la sinistra polemizza in maniera non meno entusiasta nella stessa direzione, basandosi sul cliché della povera donna musulmana da liberare.

Si continua invece a ignorare come questa intollerante cultura proibizionista stia man mano degradano i musulmani a cittadini di seconda classe, con tanto di leggi speciali appositamente emanate. Questa limitazione dei diritti dei musulmani non avviene però solo in Francia ma anche in altri Paesi europei come la Svizzera, la Germania, il Belgio, l’Austria. È tempo che i musulmani colpiti da questa campagna si difendano da queste aggressioni. Non è questione dei singoli casi e delle multe che vengono inflitte, si tratta di un problema più grande: l’Europa sta limitando le libertà dei musulmani giustificando il tutto con la sicurezza nazionale.

Ciò che è iniziato con il niqab non finirà con il “burkini”. Tutti i musulmani sono toccati.

L’Articolo 15 della Costituzione svizzera assicura La libertà di credo e di coscienza. Ognuno ha il diritto di scegliere liberamente la propria religione e le proprie convinzioni filosofiche e di professarle individualmente o in comunità. È un diritto delle donne musulmane quello di frequentare le lezioni di sport con l’hijab, di mangiare un gelato in Piazza Grande con il niqab e di fare il bagno al lido con il “burkini”.

In caso contrario, l'opposizione non è un’opzione, bensì un nostro dovere.

Nora Illi, responsabile del Dipartimento delle questioni femminili, CCIS

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