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Non toccate i miliardari!
Redazione
18 anni fa
Marco Bazzi

E chi ha mai detto che c’è una tassazione in corso su un guadagno di un miliardo? TeleTicino ha semplicemente riferito che un uomo d’affari – a quanto ci risulta un russo che vive nel Luganese – ha guadagno l’anno scorso un miliardo di franchi su un’operazione nel settore dell’acciaio. Ci pareva una notizia. O no? Abbiamo aggiunto che il fisco ticinese sta valutando la possibilità di tassare questo guadagno. E che il Governo ha accennato l’altro ieri alla questione. Tutto vero! Altro che smentire e precisare! Abbiamo precisato che, trattandosi di un “capital gain” realizzato da un contribuente tassato “globalmente” (dunque a forfait in quanto non esercita attività lucrativa in Svizzera) prelevare imposte non sarà facile. Perché il “capital gain” è di principio esente. Abbiamo anche detto che tassare quello strabiliante guadagno sarebbe possibile solo se il fisco dimostrasse che è stato fatto “a scopo professionale”. Ma parlare di questo caso per laRegione significa minare la manovra finanziaria. Chissà se il quotidiano bellinzonese sarebbe della stessa opinione se al posto di Laura Sadis alla direzione del DFE ci fosse ancora Marina Masoni. I giornalisti della Regione ammettono che “il miliardario esiste”, come lo ammette il direttore del fisco Lino Ramelli. Ma concludono: “lo Stato non potrà trarre benefici per le recenti e copiose entrate del suddetto. Questo almeno il giudizio del fisco ticinese”. Quindi, scrive laRegione: “Il caso si sgonfia, o meglio si direbbe che non sia mai esistito”. Contenti loro, contenti tutti. O no? A noi pare però, scusate se insistiamo (anche a costo di essere bollati come guastatori della finanziaria), che all’interno del fisco vi siano opinioni divergenti sulla tassabilità del mirabolante guadagno. E che vi sia chi ritiene che un tentativo di tassarlo vada fatto comunque. Chissà perché ci viene in mente il caso Monn, quello che in qualche modo scatenò la valanga del Fiscogate. Anche in quel caso c’erano posizioni e opinioni divergenti. Perché il fisco non si fonda su una scienza esatta. Un reddito di un miliardo potrebbe significare nella migliore delle ipotesi (nel caso specifico molto teorica) un’entrata per lo Stato di 500 milioni. Mezzo miliardo che andrebbe ripartito tra Cantone, comune di residenza del soggetto fiscale, Confederazione e AVS. Trattando, si potrebbe tentare di prelevare almeno un quarto di quella cifra. Ma prendiamo atto che per il direttore del fisco e per laRegione il caso è chiuso. Quindi, cari ticinesi, mettetevi il cuore in pace. Il signor Buonaventurov (come lo abbiamo scherzosamente chiamato ispirandoci al noto personaggio dei fumetti) non contribuirà al risanamento delle finanze cantonali. Pazienza. Qualcun altro pagherà. [email protected]

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