
Quando si parla della situazione finanziaria del Ticino, si cercano spesso soluzioni semplici a problemi che semplici non sono. Partiamo da un punto chiaro: il sistema di perequazione intercantonale oggi non funziona come dovrebbe per il nostro Cantone. Questo va riconosciuto, e sì, la perequazione va rivista. Ma fermarsi qui è un’illusione.
Mettiamo che Berna accordi al Ticino 200 milioni, anzi 400 milioni in più. Basterebbero a risolvere la situazione finanziaria del Cantone? La risposta è no.
Sarebbe solo un cerotto. Permetterebbe di tirare avanti qualche anno, per poi ritrovarsi esattamente al punto in cui siamo oggi: con entrate insufficienti per far fronte alle uscite.
Il problema non è solo quanto riceviamo, ma come funziona — e non funziona — il sistema nel suo insieme. Perché serve a poco ricevere più milioni se non si cambia un modello che produce salari troppo bassi e costringe sempre più persone — anche lavorando a tempo pieno — a dipendere dal sostegno dello Stato. Questo è il vero nodo. Serve cambiare approccio. E farlo davvero, toccando i settori chiave.
A partire dalla sanità, dove l’aumento dei costi continuerà a tradursi in premi sempre più alti. Intervenire solo sugli effetti non basta più: serve il coraggio di rimettere in discussione il sistema. E dal mercato del lavoro: se le condizioni non si avvicinano a quelle del resto della Svizzera, il costo della socialità continuerà a salire. I giovani partiranno sempre di più, con conseguenze dirette anche sulla natalità. Senza giovani, non c’è futuro: né sociale, né economico.
Come ricorda anche Graziano Besana, ai cittadini non servono pifferai magici. Servono leader veri, capaci di portare le ragioni del Ticino a Berna, ma anche di mettere in discussione il sistema ticinese degli ultimi vent’anni. Non si tratta di ottenere qualche milione in più. Si tratta di cambiare rotta.
Guardiamo chi ci governa e valutiamo dove siamo arrivati. E chiediamoci: vogliamo davvero affidare ancora il Ticino a chi lo ha portato fin qui? Nel 2027 decideremo se continuare così, oppure cambiare davvero.
Lorenzo Onderka - Sostenitore di Avanti con Ticino&Lavoro

