Cerca e trova immobili
Ospiti
Non ci sono ragioni valide per aderire ad Harmos
Redazione
17 anni fa
Orlando Del Don

Il comitato dell’Unione Democratica di Centro del Bellinzonese e Tre Valli, riunitasi nei giorni scorsi, ha deciso di sostenere il referendum contro l’adesione del Cantone Ticino al Concordato Harmos adottato dalla Conferenza dei direttori cantonali dei Dipartimenti dell’ Educazione. Questo Concordato ha parecchie pecche e peraltro non si capisce bene la necessità per il Cantone Ticino di aderirvi, ritenuto oltretutto che su alcuni aspetti importanti di tipo didattico (per es. l’inizio e gli anni di scolarità per l’insegnamento delle due lingue straniere) il nostro Cantone in quanto minoranza linguistica ha ottenuto delle possibilità di deroga e su altre importanti modalità organizzative dell’insegnamento (per es. la distribuzione delle ore di insegnamento nella giornata, le strutture diurne, ecc.) Harmos non porterebbe alcun cambiamento significativo. Per contro, Harmos porterebbe alcune innovazioni negative, come per es. il discutibile e deleterio obbligo di frequenza delle scuole dell’infanzia sin dai 4 anni: una misura ingiustificata e che limita in modo indebito la libertà delle famiglie. Ingiustificata perché non è affatto dimostrato che essa sia necessaria e utile per migliorare il profitto scolastico degli allievi nel corso della scuola elementare. Vi sono poi altri articoli del Concordato Harmos che restano un punto interrogativo, perché non è affatto chiaro come verrebbero applicati concretamente nella Svizzera di lingua italiana: si pensi per es. alle disposizioni riguardanti gli standard nazionali di formazione oppure l’articolo che tratta dei piani di studio, dei mezzi d’insegnamento e degli strumenti di valutazione. Alla luce di questi punti negativi o oscuri, il Cantone Ticino secondo l’UDC del Bellinzonese e Tre Valli non dovrebbe aderire ad Harmos e auspica perciò che la raccolta firme del referendum, lanciato da Brenno Martignoni e da Boris Bignasca, riesca. Oltre alla limitazione della libertà di scelta per le famiglie che vogliono tenere a casa i propri bambini un anno in più, l’unico concreto effetto dell’adesione ticinese ad Harmos rischia di essere quindi di permettere la sua entrata in vigore (per cui è necessario l’accordo di 10 Cantoni) o addirittura la sua imposizione anche ai Cantoni refrattari (per cui la condizione è l’adesione di almeno 18 Cantoni). In altre parole, il Ticino assieme alla Romandia rischia di essere decisiva per imporre un Concordato a tutta la Svizzera tedesca, che contrariamente a noi sarebbe toccata concretamente da questa centralizzazione forzata del sistema educativo e dove tendenzialmente vi è una maggioranza contraria (si vedano le recenti votazioni popolari avvenute in 6 Cantoni, nella maggioranza dei quali Harmos è stato respinto). L’UDC ritiene che sarebbe assurdo, da un punto di vista istituzionale e del federalismo, che un Cantone toccato marginalmente da una misura contribuisca in modo decisivo per imporla agli altri! Infine l’UDC ritiene che siano ben altri i provvedimenti che si dovrebbero prendere per migliorare l’efficienza del nostro sistema scolastico, e queste si possono benissimo e si dovrebbero adottare a livello di singoli Cantoni. Questi provvedimenti sono: il miglioramento della qualità intrinseca dell’insegnamento e del livello culturale e nozionistico raggiunto al termine della scuola dell’obbligo risp. dei licei, nonché un miglioramento della capacità d’apprendimento evitando che le classi siano perturbate dalla presenza di disadattati o dalla scarsa padronanza linguistica degli alloglotti. L’esperienza insegna che, se l’insegnamento è buono e se lo studente ha voglia di studiare ed è messo nelle condizioni di farlo, anche gli ostacoli dati dal necessario adattamento a cambiamenti di ciclo o di regione linguistica (per es. per gli studenti ticinesi che si iscrivono a università di Oltregottardo) non sono insormontabili. Sono l’essenza dell’insegnamento, la qualità degli insegnanti e la motivazione dello studente ad essere determinanti, non le misure legislative e buroc

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata