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Maddalena Ermotti-Lepori
No all'iniziativa 10 milioni
©Chiara Zocchetti
©Chiara Zocchetti
Red. Online
2 giorni fa
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L'iniziativa 10 milioni è proposta da un partito che vorrebbe farsi paladino della sostenibilità, eppure ha sempre bocciato le misure per proteggere l’ambiente, per combattere la speculazione edilizia e la cementificazione, per sostenere i trasporti pubblici, ma anche per rafforzare le assicurazioni sociali. Ricordiamocene! Ma vi sono anche altri motivi per combattere questa insidiosa iniziativa.

1. Il contesto: nel 2025 l’immigrazione netta nella popolazione residente permanente straniera è calata del 10,5 per cento rispetto all’anno precedente, attestandosi a 74.675 persone. La maggioranza dei nuovi arrivati è venuta in Svizzera per lavoro. L’immigrazione di cittadini di Stati UE/AELS ha rappresentato il 73,1 per cento dell’immigrazione totale (il 15% dall'Italia, il 14% dalla Germania e l'11% dal Portogallo), mentre quella per asilo rappresenta una piccola minoranza dell’immigrazione totale. E se è ovvio che gli asilanti, arrivati da paesi in guerra, attraverso difficili percorsi, possono porre problemi di integrazione, è proprio l’UDC a combattere tutte le misure in tal senso.

2. Il problema demografico: siamo una Svizzera che invecchia, stiamo cominciando a chiudere scuole e abbiamo sempre meno bambini e giovani. Grazie all’apporto dell’immigrazione, il nostro paese è «un po’meno vecchio»: poiché le persone immigrate sono in media più giovani rispetto alla popolazione svizzera complessiva, esse contribuiscono in modo significativo a frenare l'invecchiamento della popolazione totale e a stabilizzare la percentuale della popolazione attiva, garantendo così il funzionamento delle nostre assicurazioni sociali.

3. In grande maggioranza, gli immigrati sono persone che lavorano. Secondo l’iniziativa, superati i 10 milioni di abitanti, essi non potranno più portare famiglia: vogliamo tornare ai «bambini nell’armadio»? Limitare il ricongiungimento familiare va contro i diritti umani.

4. Se superassimo i 10 milioni, poi, la Svizzera dovrebbe denunciare gli accordi internazionali (quello sulla libera circolazione, ma anche gli accordi di Schengen e di Dublino), con grave pregiudizio per la nostra sicurezza.

5. L’iniziativa creerebbe problemi nei settori della sanità, dell’assistenza, delle infrastrutture, dei servizi pubblici. Ma anche il settore industriale delocalizzerà all’estero.

6. In Ticino, finiremmo con l’avere meno residenti e più frontalieri, è questo che vogliamo?

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