
Lo scorso mercoledì 22 aprile il Gran Consiglio ha bocciato, con 37 contrari, 20 favorevoli e 12 astenuti, l'iniziativa parlamentare del deputato leghista Luciano Canal che, ispiratosi ad una vecchia petizione del Sindacato Indipendente degli Studenti e Apprendisti (SISA) e ad un'iniziativa cantonale, purtroppo fallita, degli allora Giovani Progressisti (oggi Gioventù Comunista, movimento giovanile del Partito Comunista), che chiedeva i mezzi di trasporto pubblici gratuiti per studenti, apprendisti e pensionati che necessitano della complementare. Questa bocciatura è un pessimo segnale nei confronti dei giovani, ma non solo, i quali si vedono negati la possibilità di un facile accesso ad un importantissimo servizio quali i mezzi di trasporto pubblici. Questa misura sarebbe benissimo potuta rientrare nel pacchetto anti-crisi come forma di salario sociale indiretto, in quanto sarebbe stato un grande incentivo per viaggiare maggiormente con i mezzi pubblici a scapito di quelli privati. Presumibilmente si sarebbero visti miglioramenti da un punto di vista ambientale, del traffico e anche strettamente economici: i costi delle esternalità negative dovute al traffico su strada che ricadono su tutta la società (ad esempio i costi dovuti all'inquinamento), ammontano infatti a circa 6 miliardi di franchi all'anno. Quanto più sorprende il SISA, e sicuramente delude, in tutta questa faccenda, è la linea adottata dal Partito Socialista (il suo presidente Manuele Bertoli era infatti il relatore del rapporto della commissione della gestione, contrario all'iniziativa) che, andando contro quelle che dovrebbero essere la loro politica di aiuto alla popolazione meno abbiente, soprattutto in un momento economicamente difficile come quello odierno, ha bocciato questa iniziativa parlamentare. Da una certa sinistra ci si aspetterebbe una maggiore lungimiranza e non certo una chiusura probabilmente dovuta a meri scontri interpartitici. Mattia Tagliaferri, coordinatore SISA
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