
In risposta all’articolo pubblicato dall’onorevole Tettamanti sulla “Regione il 25.06.2010, desidero far chiarezza su alcune questioni che il furbo municipale ha volontariamente dimenticato. Il mio spunto non è una difesa del sindaco, il quale non ne ha bisogno, ma è giunto il momento che la cittadinanza sia messa a conoscenza di situazioni, divenute inaccettabili, e che abbia la possibilità d’essere informata oggettivamente. In primo luogo il comandante è stato nominato dal municipio di maggioranza liberale come ringraziamento per l’impegno politico all’interno del partito e non certo per le sue capacità e conoscenze specifiche del settore. Egli aveva i peggiori requisiti, confrontati ad altri candidati, eppure è stato nominato ugualmente. Da notare che due candidati stralciati senza nemmeno ascoltarli occupano ora posti di rilievo in settore analoghi (vedi Dogane e Militare). Durante le elezioni comunali del 2004 e del 2008, il comandante, contro ogni etica, si è impegnato al massimo nella propaganda a favore del proprio partito, ma nel contempo a combattere in tutti i modi, (quando dico in tutti modi spero che si capisca il significato) la scalata di Martignoni al municipio. Un odio, un rancore indescrivibile, mai assopitosi. Malgrado ciò Martignoni è stato eletto ed il partitone ha dovuto ingoiare il rospo, mai digerito, che ora è probabile causa dello scioglimento dell’attuale comitato PLR Arrivato al comando, il “nostro”, ha gestito il potere in modo tale da impedirne l’accesso ad altri. Con diplomazia ed astuzia è riuscito ad annullare agenti che gli tenevano testa mettendoli nel dimenticatoio, in particolar modo al momento di promozioni. Solo dai “suoi” voleva essere circondato. Alla fine poi, stando a quanto si vocifera, pur di salvarsi gli ha scaricati addossandogli tutte le colpe del mal funzionamento della polcom, emerso nell’audit. Dalla sua nomina in seno alla polizia comunale ne sono successe di tutti i colori. Fatti riportati nella stragrande maggioranza anche dai media. Sono arrivate pure molte interpellanze in CC, dove i rappresentanti dei cittadini, preoccupati, chiedevano spiegazioni. Poche le risposte a queste semplici domande. Infatti il municipio stava già chinandosi sull’eventualità di proporre un audit sulla polcom, dopo aver scartato l’avvio della piú logica inchiesta amministrativa. Più volte ho sentito in CC il poco on. Tettamanti dire “a questa domanda non rispondo, in attesa dell’audit”. In questo ambito Tettamanti nel voler difendere il suo pupillo Beltraminelli, ad ogni costo, si è beccato una querela che poteva benissimo evitare. Infatti un’interpellanza del gruppo del Noce aveva messo a nudo molte problematiche, che il capo dicastero aveva la possibilità di sistemare con tutta tranquillità. Invece...difesa ad oltranza. Tra non molto ci sarà il processo presso la pretura penale, ed essendo pubblico, sono certa saranno in molti a presenziare. Intanto cittadini si pongono legittimamente il quesito di come una persona in procinto di condanna, penalmente, (ha ammesso i fatti), possa gestire il Dicastero sicurezza. Almeno questo glielo si doveva togliere subito, anzi già nel 2001 quando aveva dichiarato d’essere amico del nuovo Comandante e quindi non accettava colloqui con agenti che lo richiedavano. Parliamo ora dell’audit. Sicuramente il signor Tettamanti lo avrà letto. Infatti al termine della prima fase il signor Krugel ha definito il comandate non all’altezza, non capace a ricoprire detta funzione. Purtroppo Krugel lasciava l’incarico rendendosi conto che malgrado il suo giudizio negativo il municipio liberal-socialista non avrebbe proceduto oltre. Sempre nella prima fase dell’audit è stato confermato che la causa di quasi tutti i disagi erano da collegare al comando e al NOC (nucleo operativo comando) e quindi non agli agenti, vedesi pag. 7 dell’audit. Per cui una riforma, che sia tale, doveva iniziare dai vertici, in caso contrario non sarebbe
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