
Ha sorpreso un po’ tutti lo schiacciante risultato con il quale i cittadini hanno bocciato in votazione popolare i cosiddetti “ecoincentivi”. A pesare non credo sia stato solo il prospettato (e in effetti contenuto) aumento delle tasse di circolazione, ma anche altri aspetti quali il carattere non necessariamente sociale dei sussidi, alcuni dubbi sulla reale sostenibilità ambientale della mobilità elettrica (dubbi sollevati anche da sinistra), la ponderazione costi/benefici di un investimento pubblico e la scala delle priorità nell’ambito delle politiche di mobilità. A prova che a guidare l’azione del PLR non sia stata l’idea del “basta alla politica deltassa e spendi” (slogan che non condivido), ma un ben più liberale radicale “setassi spendi bene”, vi è la proposta – ufficializzata in una mozione PLR del quale sono primo firmatario – di destinare le eccedenze del sistema bonus-malus accumulate tra il 2009 e il 2013 al finanziamento di misure legate alla mobilità aziendale o ad altre misure volte a ridurre il traffico sulle strade del nostro Cantone. Nel concreto incentivi per l’allestimento e l'attuazione di piani di mobilità aziendale, contributi per interventi a favore del car-pooling e potenziamento dei Park&Rail, ma anche altre misure promosse a livello locale, come ad esempio il trasferimento di altri 200 veicoli (oltre ai 432 già effettuati) dalla spesso paralizzata strada del Malcantone alla Ferrovia Lugano-Ponte Tresa al costo di 20'000 franchi, peraltro in parte recuperabili attraverso gli abbonamenti futuri.
In questo modo a favore del miglioramento della mobilità sul territorio andranno circa 5 milioni di franchi, vale a dire più del doppio di quanto previsto dalla proposta governativa: questo è infatti l’importo delle eccedenze del vecchio sistema di tassazione bonus/malus basato sulle categorie energetiche. “Sono soldi degli automobilisti e a loro devono rimanere” obietterà qualcuno, ma a torto: quei soldi, infatti, resteranno a loro beneficio proprio perché andranno a migliorare la mobilità effettiva nel nostro Cantone, agendo su un’ottimizzazione della mobilità privata oltre che pubblica in Ticino. Perché fra tutte le libertà conquistate nel tempo, una sembra essere più di altre in pericolo: la libertà di movimento. Certo non illudiamoci perché, di fatto, non esistono soluzioni miracolose, né misure di per sé risolutive, per questo è il momento di predisporre una vera e propria strategia per migliorare la viabilità e la vivibilità del nostro territorio. Una strategia che passa dalle politiche del lavoro (pensiamo al telelavoro) e, perché no, da una razionalizzazione della mobilità scolastica. Una strategia fatta anche, se non soprattutto, di piccoli e medi progetti sul territorio, con il territorio e per il territorio. Una responsabilità, questa, a cui nessuno si può sottrarre, men che meno il Partito liberale radicale, che deve agire all’insegna di un ecologismo non ideologico ma pragmatico.
Nicola Pini, gran consigliere e vicepresidente PLR
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