
Seppur ancora poco conosciuto al grande pubblico, ma ben noto alla cerchia degli studiosi di storia che unanimamente ne riconoscono l’importanza, l’antico nucleo montano di Prada presenta una ricchezza di testimonianze del passato che meritano di essere preservate e valorizzate. Tale insediamento, che permetteva a ca. 200 persone di viverci tutto l’anno, si compone di due parti: “Prada de Sota” (con una cinquantina di ruderi disposti nei pressi della chiesetta dei Ss. Rocco e Girolamo) e “Prada de Sora” (con una ventina di rovine disposte lungo il sentiero che conduce ai Monti di Ravecchia). Incerti sono ancora i motivi che hanno condotto allo spopolamento, probabilmente nel corso del ‘600, del nucleo di Prada.
Raggiungibile attraverso numerosi sentieri (da Pedevilla, da Scarpapè, dal Castello di sasso Corbaro, dalla mulattiera che si snoda dall’Ospedale S. Giovanni, dai Monti di Ravecchia), il nucleo di Prada potrebbe ritrovare l’antico splendore con interventi di pulizia dell’area boschiva, di preservazione delle strutture architettoniche dei ruderi e di rivitalizzazione della zona. Grazie a mirati, lungimiranti ed originali interventi di rilancio questa preziosa testimonianza del nostro passato potrebbe essere integrata nel contesto turisticoculturale-territoriale della nostra regione. Considerato uno degli esempi più significativi tra quelli ubicati a mezza montagna, Prada presenta un nucleo principale che si compone di visibili e percettibili insediamenti a schiera caratterizzati da stretti sentieri che suggeriscono un parsiomonioso quanto ragionevole utilizzo del suolo, interpretando correttamente le difficoltà insediative dovute alla forte pendenza della zona.
Ricordiamo anche che il gruppo Nümm da Prada, costituitosi nel 1974 per iniziativa del compianto Severino Bomio e divenuta associazione dallo scorso anno, ha permesso di preservare e mantenere in vita la chiesa e le immediate vicinanze con importanti interventi di risanamento.
Constatato il progressivo e forte degrado che colpisce le superstiti strutture di questo antico villaggio,pregiudicandone seriamente la conservazione, riteniamo sia giunto il momento di procedere con un ulteriore e decisivo passo che possa permettere di conservare, preservare e valorizzare questa preziosa realtà insediativa.La recente presentazione del libro “Prada, una chiesa un villaggio” allestito dall’appassionato Pierluigi Piccaluga con un’interessante prefazione dell’allora Capo dell’Ufficio beni culturali Giuseppe Chiesi, deve poter fungere da stimolo, anche per l’autorità politica, per intraprendere i necessari passi che possano garantire un futuro a questo luogo. Vera e propria risorsa in ambito turistico-culturale della nostra regione quest’importante realtà insediativa, purtroppo vieppiù celata da una folta vegetazione che ne sta compromettendo il grado di conservazione, merita il necessario rispetto. Da qui la necessità di intervenire con fermezza e tempismo, affinchè lo stato di degrado sia quantomeno arrestato e le strutture architettonicheconsolidate.
Per queste ragioni, chiediamo al Municipio di Bellinzona quanto segue:a) “Di allacciare-consolidare i necessari contatti con gli attori coinvolti (Patriziato di Ravecchia, Associazione “Nümm da Prada”, i proprietari fondiari sia pubblici che privati, …) affinchè si possa definire una strategia condivisa volta a preservare gli antichi ruderi di Prada”.b) “In parallelo con il punto precedente di coinvolgere adeguatamente le autorità istituzionali ed i privati direttamente interessati del Comune di Giubiasco relativamente al coevo nucleo di Serta”.c) “Di adottare e concertare, con tutti gli enti e privati direttamente interessati, le necessarie strategie (urbanistiche, economiche, turistiche, ….) subordinate ad un concetto globale per il rilancio degli antichi nuclei di Prada e di Serta, affinchè possano essere tutelati e valorizzati adeguatamente”.
Cordiali saluti.Nicola Pasteris (primo firmatario)e cofirmatariAlice Croce Mattei, Mattia Sormani, Tiziano Zanetti, Claudia Cassina Rezzonico, Sara Demir, Ronnie David, Emanuela Gada Barenco, Rosalia Sansossio Cippà, Mauro Minotti, Paolo Locatelli, Fabio Cagni, Luca Buzzi, Michele Genini, Andrea Rotanzi, Daniele Bianchi
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