
Seguo la questione Gottardo da ben prima che la campagna elettorale diventasse quel circo cui stiamo assistendo nelle ultime settimane. Perché? Perché da sempre mi sta a cuore un’infrastruttura stradale adeguata, sicura ed affidabile. Fin da quando ancora non se ne parlava, dalle timide fila dei contrari provenivano già slogan apocalittici su una fantomatica invasione di camion, sull’esplosone di casi di malattie respiratorie e di strade perennemente intasate da targhe estere.
Oggi quest’ultimi si vantano di aver portato alla ragione tanti ticinesi. Ma è vero?Un primo accenno di risposta a questa domanda lo dà la constatazione che ai favorevoli non è neanche dato il tempo di spiegare perché una canna per direzione è la scelta giusta, ma sono costretti ad utilizzare tutte le energie a smentire le numerose falsità sostenute dai contrari. Di certo non un esercizio di sana democrazia. Come dicevo in apertura, seguo la questione fin dal principio, e non ho ancora trovato nessuno interessato a sentire gli argomenti pro. Perché? Perché sono tutti troppo impegnati a temere gli scenari inventati, distorti o travisati proposti dai contrari. E di certo non gli si può neanche dare torto, se solo fossero veri! C’è un antidoto a tutto ciò, ovvero verificare in prima persona le informazioni propinate da questi disinformatori seriali.
Qualche esempio d’informazione distorta: “all’Arlberg si risana senza chiudere”, falso. E bastano trenta secondi e una connessione ad internet per verificarlo, direttamente dal sito ufficiale del tunnel.
“La soletta viene alzata per far passare i tir da 60t”, falso. La soletta, già che va rifatta, viene alzata per diminuire il coefficiente d’attrito dell’aria (=diminuzione dei consumi dei veicoli in transito) e per posizionare la segnaletica in modo più efficace e sicuro. Questo perché il vano d’areazione al di sopra può essere ridotto di volume in quanto le emissioni inquinanti dei veicoli sono molto minori di 30 anni fa. E ricordiamoci che comunque tutta la rete autostradale svizzera ha delle altezze inferiori, a partire dalle dogane. Non è quindi alzando la soletta del Gottardo che si toglie il fantomatico “tappo” che permetterà ai TIR da 60 t di circolare liberamente.
“Si può risanare senza chiudere”, questa è forse la fesseria più divertente che ci si sente dire. Qui i contrari fanno riferimento alla perizia commissionata dall’USTRA alla Ernst Basler & Partners di Zurigo, disponibile sul sito admin.ch solo in lingua originale, tedesco, spacciandola, sembra, per informazioni confidenziali e volutamente non tradotte. Questa perizia, datata 11 Novembre 2015 non dice altro che il tunnel è effettivamente in condizioni visive migliori di quanto preventivato in precedenza e che con delle chiusure notturne e lavori di manutenzione straordinari si potrebbe tenerlo aperto senza chiusura totale fino al, se tutto va bene, 2035. Spendendoci 126 milioni di franchi. Questo non significa, come vanno dicendo, che si può risanare senza chiudere, ma solo che si può rimandare il risanamento, spendendoci soldi a fondo perso. Per fare un paragone, è come cambiare i serramenti di una casa che, già si sa, tra qualche anno andrà sventrata e ristrutturata totalmente. Sempre nella perizia, a pagina 5, si legge poi che un’incidente particolarmente violento o un’analisi più approfondita della struttura (ad esempio l’analisi chimica del beton, che la stessa perizia raccomanda d’eseguire) potrebbero comunque portare alla chiusura improvvisa della galleria, annullando in pratica quanto sarebbe stato fatto sino a quel punto. Rimandando i lavori, quindi, si gioca col fuoco. L’invito è quello di leggerla personalmente, e di non fidarvi di quello che vi raccontano.
“Costruendo questa galleria si spalancano le porte all’EU e ai suoi camion”, falso. Una “brennizzazone” del Ticino non ha il minimo fondamento, anzi, votando sì si accetta l’ancoraggio a livello di legge federale del sistema contagocce, che oggi funziona a livello d’ordinanza federale. Per capirci, oggi il tunnel del S. Gottardo è sfruttato per circa il 70% della capacità, quindi già oggi molti più camion potrebbero decidere di passare per l’A2, non c’è nulla che glielo vieti. Che ci sia oggi un collo di bottiglia otturato è un’invenzione dei contrari, e anche con la costruzione d’una seconda galleria la capacità, oggi già non pienamente sfruttata, non aumenterà, perché il traffico avviene comunque su una corsia per direzione. Favola (come piace raccontare ai contrari) o meno, che si possa circolare su una sola corsia per direzione è esplicitamente inscritto nella legge in votazione. Un’apertura a quattro corsie sarebbe sì possibile, in barba alla Costituzione, per solo mezzo d’una maggioranza parlamentare, ma, ed è un bel ma, come ogni modifica legislativa, ci sarebbe il referendum facoltativo nelle mani del popolo. La domanda sorge quindi spontanea: quale parlamento sarebbe così masochista da emanare una legge incostituzionale e palesemente in contrasto con la volontà popolare, che sarebbe comunque l’ultima ad avere la parola?
Dulcis in fundo la questione del sistema di dosaggio a contagocce; introdotto dopo il tragico incidente del 2001, che regola attraverso dei semafori ai portali quanti veicoli sono presenti all’interno della galleria, questo sistema viene, con la modifica legislativa su cui andremo a votare, ancorato a livello di legge, obbligando il parlamento a rischiare un referendum in caso voglia modificarlo. Oggi, Invece, il solo Consiglio Federale sarebbe liberissimo di eliminarlo, e senza possibilità alcuna che il popolo possa metterci il naso, un po’ come è stato rimosso l’omino con la bandierina a pochi metri dal portale nord della Galleria qualche tempo fa. Da un giorno all’altro.
Affermare che ci troveremmo di nuovo di fronte ad una promessa come quella dell’allora consigliere federale Hans Hürlimann all’inaugurazione del Gottardo stradale nel 1980, cioè che la Galleria non sarebbe mai diventata un corridoio per merci è sbagliatissimo. Il paragone stesso fa accapponare la pelle. Il perché è piuttosto ovvio; allora venne fatta una promessa da una persona, che seppur ricoprente una carica di lustro resta una persona con la sua opinione. Oggi c’è una legge ad assicurare quello che sostengono “i raddoppisti”, ed una Costituzione a riaffermare ciò che codifica la legge. Non un’opinione, quindi, ma una realtà. Mettere in dubbio questa realtà significa mettere in dubbio il nostro ordinamento giuridico, non la parola di Doris Leuthard. Ecco dove sta la differenza.
A proposito dell’aumento del traffico, i contrari usano due studi per spacciarlo per vero. Uno è lo studio Senozon, che applica al modello di traffico nazionale un’apertura a 4 corsie del S. Gottardo, da cui deriverebbe un aumento del traffico sull’asse nord-sud. Questo studio è fatto in maniera scientifica e nessuno lo contesta, la pecca sta appunto nel fatto che simula un’apertura a quattro corsie, cioè non su ciò che stiamo votando. L’altro studio preso in analisi sostiene - sulla base di ipotesi, quindi non esattamente quelli che vengono definiti dati statistici - che la bidirezionalità al S. Gottardo rappresenterebbe un ostacolo per una consistente fetta di automobilisti e camionisti, che quindi per evitarla passerebbe altrove. A me tale ipotesi fa sorridere, già solo perché per non passare dal S. Gottardo un’automobilista che batte la tratta Zurigo – Milano si allungherebbe la strada di 127 km, impiegandoci 1 h e 21 m in più ed emettendo 12.57 kg di Co2 in più rispetto al tragitto attraverso il S. Gottardo, che equivale ad emissioni maggiori del 45% (fonte: Studio sul risanamento del S. Gottardo dell’Istituto per studi economici di Basilea).
Va poi fatto notare che le FFS, ovvero coloro che più di tutti dovrebbero essere contrarie ad una seconda canna si sono espresse a favore. Forse qualcosa che non quadra in quanto vanno raccontando i contrari c’è? Siamo seri, chi rischierebbe sanzioni amministrative e penali per sostenere il fantomatico teatrino che Leuthard avrebbe messo in piedi? Le FFS sanno che impiegare risorse importanti per mantenere in piedi la RoLa (l’autostrada viaggiante, con le sue piattaforme costose, di dubbia efficacia e soprattutto temporanee) non ha senso, soprattutto quando queste risorse andrebbero investite tutte nel nuovo AlpTransit.
Riguardo alle code, quelle dovute ad un sovraccarico tipico da esodo e controesodo rimarranno, in quanto la capacità non aumenta. Quelle che verranno eliminate sono tutte quelle code che ogni due giorni si formano a causa di panne o incidenti che portano a delle chiusure totali della galleria. E, ricordiamolo, quei veicoli fermi inquinano molto di più così che se transitassero a velocità costante, come dovrebbero fare.
In sintesi, se le tesi dei contrari fossero vere, avrei paura anche io, e anche io voterei no. La fregatura sta nel fatto che non raccontano il vero. Che in ogni ragionamento finora sentito c’è qualcosa che non quadra. Hanno usato le paure della gente per guadagnare consensi. Sono contrari solo per partito preso. Se chi legge sta ragionando di pancia, ed è fiero di farlo, non ci sarà più nulla da fare. Ma se chi legge è un indeciso, prima di tirarsi la zappa sui piedi, a sé e a al suo cantone, votando un no di pancia, verifichi le informazioni che gli hanno rifilato, e poi saprà cosa votare.
Nicola Flaviano, studente di diritto, già Segretario GLRT
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