
Al giorno d’oggi, insieme alla Svezia, la Svizzera rimane una delle pochissime realtà nelle quali non viene disciplinato il finanziamento ai partiti. La mancanza di trasparenza è eloquente: siano contributi raccolti da comitati durante le votazioni o sostegni finanziari ricevuti dagli stessi politici.
È risaputo che in Svizzera - al contrario di altri paesi - si parla raramente di denaro o di redditi. D’altronde sembra che tutto vada a gonfie e vele: ‘siamo i primi della classe e ci comportiamo sempre in modo etico’. È dunque necessario fare i conti in tasca alle formazioni politiche?
I fautori di una ‘politica nebulosa’ affermano che la trasparenza spingerebbe molti donatori a revocare i propri contributi. Di fatto, l’esperienza data da altre nazioni dimostra che si tratta di un timore infondato.
Il cittadino deve poter sapere se i partiti rappresentano determinate idee per convinzione o perché soggetti a influssi esterni. Una rivendicazione democratica in questo senso risulta perciò legittima.
Va detto, la realtà attuale sfiora l’anticostituzionalità: gli elettori dovrebbero essere a conoscenza di tutte le informazioni. Sapere chi c’è dietro a un partito e sapere chi lo finanzia consiste in un’informazione fondamentale. Di conseguenza pure i parlamentari dovrebbero iniziare a essere più trasparenti sui loro introiti. Ocse, Gruppo di Stati contro la corruzione e Transparency International criticano aspramente l’approccio svizzero.
I partiti dipendono sempre più da contributi esterni. E al contempo i fondi investiti nelle campagne aumentano. I consensi dei partiti sono in costante erosione e le schede senza intestazione crescono. Riflettiamo.
Prima di tutto perché i finanziamenti celati minano la credibilità delle organizzazioni politiche. Basta negare una situazione palesemente contradditoria. Da una parte ci battiamo a favore del denaro pulito nelle banche e dall’altra rifiutiamo il medesimo concetto nel mondo politico. Tre grandi banche svizzere hanno già dato un segnale forte decidendo di finanziare trasparentemente i partiti.
Rivalutiamo alcune scelte, altrimenti l’universo politico sarà credibile quanto Pinocchio nel tentativo di bluffare a poker.
Nick Meili, Responsabile delle sezioni cantonali dei Giovani liberali radicali svizzeri
*opinione personale
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