Cerca e trova immobili
Ospiti
Nick Meili - Più trasparenza nel finanziare i partiti
Redazione
11 anni fa

Al giorno d’oggi, insieme alla Svezia, la Svizzera rimane una delle pochissime realtà nelle quali non viene disciplinato il finanziamento ai partiti. La mancanza di trasparenza è eloquente: siano contributi raccolti da comitati durante le votazioni o sostegni finanziari ricevuti dagli stessi politici.

È risaputo che in Svizzera - al contrario di altri paesi - si parla raramente di denaro o di redditi. D’altronde sembra che tutto vada a gonfie e vele: ‘siamo i primi della classe e ci comportiamo sempre in modo etico’. È dunque necessario fare i conti in tasca alle formazioni politiche?

I fautori di una ‘politica nebulosa’ affermano che la trasparenza spingerebbe molti donatori a revocare i propri contributi. Di fatto, l’esperienza data da altre nazioni dimostra che si tratta di un timore infondato.

Il cittadino deve poter sapere se i partiti rappresentano determinate idee per convinzione o perché soggetti a influssi esterni. Una rivendicazione democratica in questo senso risulta perciò legittima.

Va detto, la realtà attuale sfiora l’anticostituzionalità: gli elettori dovrebbero essere a conoscenza di tutte le informazioni. Sapere chi c’è dietro a un partito e sapere chi lo finanzia consiste in un’informazione fondamentale. Di conseguenza pure i parlamentari dovrebbero iniziare a essere più trasparenti sui loro introiti. Ocse, Gruppo di Stati contro la corruzione e Transparency International criticano aspramente l’approccio svizzero.

I partiti dipendono sempre più da contributi esterni. E al contempo i fondi investiti nelle campagne aumentano. I consensi dei partiti sono in costante erosione e le schede senza intestazione crescono. Riflettiamo.

Prima di tutto perché i finanziamenti celati minano la credibilità delle organizzazioni politiche. Basta negare una situazione palesemente contradditoria. Da una parte ci battiamo a favore del denaro pulito nelle banche e dall’altra rifiutiamo il medesimo concetto nel mondo politico. Tre grandi banche svizzere hanno già dato un segnale forte decidendo di finanziare trasparentemente i partiti.

Rivalutiamo alcune scelte, altrimenti l’universo politico sarà credibile quanto Pinocchio nel tentativo di bluffare a poker.

Nick Meili, Responsabile delle sezioni cantonali dei Giovani liberali radicali svizzeri

*opinione personale

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata