
È stato appreso negli scorsi giorni dai media quanto accaduto in scuola lucernese, piu' precisamente nel comune di Emmen.
È stato promosso un progetto scolastico che prevedeva di far disegnare, a libera scelta degli alluni, degli strumenti musicali sulle pareti dell'istituto scolastico.
La direzione non ha gradito il fatto che alcuni allievi abbiano dipinto il corno Svizzero con la bandiera, in quanto ritenuto un simbolo poco rispettoso e lesivo della dignità degli allievi di origine straniera.
I genitori, molto comprensibilmente, non hanno accettato le prese di posizioni da parte degli organi dell'istituto scolastico e attualmente sarà il sindaco ad occuparsene, il quale sostiene di voler concordare un ragionevole compromesso.
Questa ennesima provocazione da parte delle istituzioni, in particolar modo la scuola, rattristisce e rammarica, oltre che a creare maggior diffidenza nell'attuale mondo scolastico caratterizzato sempre di piu' da connotazioni multiculturali, progressiste e garantiste.
È impensabile un'integrazione degli stranieri che non tenga conto dei valori e dei simboli pattriottici del proprio paese.
In quest'ottica anche la civica e la storia Svizzera dovrebbero essere discipline maggiormente incisive e sostenute.
Mal si comprende inoltre perchè una struttura pubblica (come ad esempio il municipio) possa esporre la bandiera del proprio comune e invece una scuola pubblica non possa tollerarlo.
Ulteriore aggravante è il fatto che gli allievi vogliano la bandiera e non viene accettata questo loro, piu' che comprensibile, desiderio.
La parola laicità non deve diventare un pretesto e nemmeno una “caccia alle streghe” per svendere ogni nostra caratteristica (ad esempio si pensi alla dispensa su richiesta delle visite turistiche nelle Chiese), tutto questo non è accettabile in nome di una “pseudo” integrazione.
Mancano dei limiti coi quali non dobbiamo confondere: quello che è il rispetto di una cultura, con quello che è una vera e propria sottomissione della propria.
L'approvazione della mozione che chiedeva l'obbligatorietà dell'insegnamento dell'inno nazionale a scuola, avvenuta lo scorso 6 maggio 2013, è stato un importante segnale politico e culturale che il Gran Consiglio ha voluto dimostrare.
Un piccolo passo contro l'attuale scuola e società sempre di piu' alla deriva.
Questa è la miglior integrazione che si può offrire a chi in questo paese è un ospite, invece attualmente c'è la tendenza a tralasciare la nostra autodeterminazione.
Il principio su cui basarsi dev'essere questo: è l'ospite a doversi integrare verso la comunità e non viceversa.
E se si obbligasse le scuole ad esporre la nostra bandiera Svizzera?
Nicholas Marioli, Lega dei Ticinesi e Movimento Giovani Leghisti
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