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Nicholas Marioli - Basta con l'attuale fallimentare politica degli stranieri
Redazione
13 anni fa

Il prossimo 9 febbraio saremo chiamati alle urne per votare sull'iniziativa popolare federale denominata “Contro l'immigrazione di massa”.

L'iniziativa chiede che la Svizzera ritorni ad essere autonoma nella politica degli stranieri, riprendendo la propria sovranità, come avveniva prima della sottoscrizione degli accordi bilaterali, di Schengen e di tutti i trattati internazionali.

Il testo dell'iniziativa vuole ancorare questo principio alla Costituzione Federale, assieme ad una limitazione (dove sarà in seguito il legislatore a deciderne le proporzioni) del rilascio dei permessi di soggiorno, un tetto massimo alle accettazione delle richieste d'asilo ed un contingentamento del frontalierato.

Inoltre potranno essere limitati anche il soggiorno duraturo, il ricongiungimento famigliare e le prestazioni sociali. Non sarà ammesso concludere accordi internazionali, che non permettano o che siano contradditori con la piena autonomia di questo principio.

Considerato che gli attuali trattati internazionali, supremi sulle nostre leggi, non permettono la sovranità degli Stati: si dovranno rescindere gli attuali accordi e sarà necessario restipularne dei nuovi compatibili con la volontà popolare. L'attuale politica in materia di immigrazione ha fallito totalmente e i risultati negativi sono sotto agli occhi di tutti. Il fronte dei contrari all'iniziativa sostiene che esso sia un progetto estremo e per alcuni aspetti inutile e addirittura controproducente. Viene considerata come l'ennesima campagna xenofoba in linea con le iniziative “per l'espulsione degli stranieri che commetto reati” e “contro l'edificazione di minareti”. Non viene condiviso inoltre il contigentamento dei permessi di soggiorno, in quanto sostengono che la vera concorrenza al ribasso dei salari proviene dal frontalierato e dai padroncini, sostenendo un costo minore della vita nel paese di residenza. Pericolosa in quanto potrebbe ulteriormente far scaldare gli animi della comunità internazionale. L'immigrazione, prevalentemente proveniente dall'Est, sta creando una concorrenza sleale dei salari al ribasso. Viene così sfatata la teoria dei contrari all'iniziativa. Come possono fare dei residenti per necessitare di uno stipendio inferiore rispetto ad uno Svizzero e rimanendo maggiormente concorrenziali nel mercato del lavoro (considerato che entrambi agiscono nel medesimo territorio)? Semplice, adottando degli stili di vita meno onerosi rispetto all'analogia della nostra società. Ad esempio: se in un appartamento alle nostre latitudini possono convivere in quattro persone, viene esteso a sei. In sostanza il costo della vita è inferiore e il reddito minimo si riduce, perchè viene importato lo standard di qualità della vita del paese di origine.

Situazione che il Consiglio Federale considera già problematica e tramite l'applicazione (prevista dagli accordi di libera circolazione) della clausola di salvaguardia dei permessi di soggiorno provenienti dai paesi dell'Est, sta cercando di porvi rimedio. Sarà purtroppo un cerotto un po' debole, il quale avrà l'unico vantaggio di ridare per breve tempo un po' di ossigeno alla nostra economia. C'è da chiedersi come mai, essendo (a loro dire) questi accordi molto favorevoli per la Svizzera, viene fortemente richiesto l'inserimento di misure d'accompagnamento e di clausole affini.

Nicholas Marioli, Già Candidato in Consiglio Comunale a Lugano LEGA - MGL

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