
L'Iniziativa “Servizio Civico” che andremo a votare il prossimo 30 novembre, apre la porta a un esperimento potenzialmente rischioso per la nostra sicurezza nazionale e indebolisce un pilastro fondamentale su cui si basa il nostro Paese: il Servizio militare obbligatorio. Oggi il Servizio militare garantisce il funzionamento affidabile e collaudato delle forze armate. Ognuno conosce il proprio compito. Incarna lo spirito del cittadino-soldato. Chi è idoneo presta Servizio nell'Esercito o nella protezione civile. In questo modo la nostra difesa è garantita anche in tempi di crisi. Questo sistema chiaro e collaudato ha assicurato per generazioni l'indipendenza e la neutralità armata della Svizzera sul piano politico, economico e militare.
I rischi
L'iniziativa in oggetto intende abolire questo sistema. In futuro, tutte le donne e tutti gli uomini dovrebbero poter scegliere liberamente se prestare Servizio nell'Esercito, nell'assistenza infermieristica, nell'assistenza sociale o nella cosiddetta "protezione del clima". Ciò può sembrare innovativo, ma è estremamente rischioso e insidioso. Infatti, se ognuno di noi possa liberamente scegliere autonomamente dove prestare Servizio, presto mancheranno i soldati e i quadri. Le forze armate perderebbero effettivi e di conseguenza la sicurezza del nostro Paese verrebbe smontata, se non annientata.
Ennesimo tentativo di eliminare la nostra difesa nazionale
Il nostro Esercito non è un progetto sociale o un “menù à la carte”, ma una necessità ancorata nella Costituzione svizzera. (art 58 e 59). Non dobbiamo quindi relativizzare o indebolire il Servizio militare obbligatorio. Questo inoltre è l’ennesimo tentativo di eliminare la nostra difesa nazionale da parte della sinistra e dei loro alleati politici che da anni tentano, a suon di Iniziative popolari, di raggiungere il loro scopo. Uno scopo tutto svizzero, visto che molte loro rappresentanze nell’UE e nei Paesi NATO sostengono proprio il contrario. Per questo motivo voterò NO ed è chiaro che il 30 novembre prossimo dovremo respingere l’ennesimo tentativo di smantellare le nostre forze armate.
