
"Sei licenziato". Panico. E poi? Dopo un primo momento di smarrimento ti iscrivi all'ufficio regionale di collocamento della tua regione, riempi dei formulari, allegando numerosi documenti e aspetti che la tua procedura venga completata. Dal profilo formale non sembra così complicato, ma poi ti accorgi che nessuno considera che ti trovi in un momento di grave disagio della vita e hai numerose domande alle quali non sai rispondere, tipo: “come farò a pagare gli interessi del mutuo della casa? che ne sarà dei miei figli agli studi? riuscirò a trovare un altro posto di lavoro?”. Hai bisogno di ascolto e di trovare un collocatore all'altezza della situazione che sappia informarti dei tuoi diritti e dei tuoi doveri.
Presto ti accorgi che questo non accadrà, ma bensi ti troverai ad andare obbligatoriamente ad un programma occupazionale che con il tuo percorso professionale non ha nulla a che fare e non potrai frequentare un corso di lingua utile per migliorarti semplicemente perche il Cantone non li finanzia piu se non all'estero.
Tutti si lamentano di questi uffici ma nessuno fa nulla per tentare di cambiare le cose ed avviare una seria riforma che sia al passo con i tempi, che concentri URC, USSI e AI sotto uno stesso tetto potenziando al massimo le misure in favore di chi si ritrova in difficoltà, o per lo meno che metta in rete tutte le informazioni.
Non è accettabile che non si possa riqualificare una persona ma si preferisce mantenerla a vita, facendola uscire dalle statistiche dei disoccupati e relegarla all'assistenza. Si preferisce nascondersi dietro le statistiche e dire che la disoccupazione è calata sottacendo al popolo che l'assistenza scoppia.
L'esperienza dello sportello del lavoro comunale di Cadenazzo è una realtà che ha permesso di fare prevenzione e di fornire informazioni utili agli utenti e direttamente o indirettamente a trovare un'occupazione, ma soprattutto, permettere loro di sentirsi ascoltati e trattati come esseri umani, permettendo loro di riacquisire fiducia in se stessi. Al tempo stesso ha permesso altresì di vedere come la persona si pone nei confronti di un potenziale datore di lavoro. A comprova anche di questo vi è una tesi realizzata da un ex studentessa SUPSI Lea Bresolin dal titolo "Sportello del lavoro e il lavoro di/in rete: analisi dell'integrazione del lavoro di rete in un progetto sociale ticinese".
Ecco allora l'importanza dell'allestimento di un unico dossier da mettere in rete per ciascun disoccupato, che dovrebbe coinvolgere gli uffici dell'assistenza, della disoccupazione e dell'AI (ricordiamo che ogni impiegato è tenuto al segreto professionale). Questo permetterebbe una visione globale ed una maggiore rapidità nella presa di decisioni e misure da intraprendere per cercare di trovare una soluzione al problema della persona ed aiutarla cosi celermente.
Proprio perche è una tematica che ci sta molto a cuore vi aspettiamo martedi 19.03.2019 a partire dalle ore 20:30 presso la sala multiuso alle scuole elementari di Cadenazzo per una serata dove si parlerà di lavoro.
Non possiamo aspettare oltre. Adesso
Natascia Caccia, Municipale di Cadenazzo e Candidata Lega dei Ticinesi al Gran ConsiglioRoberta Soldati, Candidata Lega-UDC al Consiglio di Stato e Candidata UDC al Gran Consiglio
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

