
«L’intuizione di una donna è molto più vicina alla verità della certezza di un uomo».
L’aforisma del noto scrittore Rudyard Kipling è un buon punto di partenza per rispondere a chi si chiede perché sia così importante eleggere almeno una donna in Governo e più deputate in Gran Consiglio (oggi solamente 17 su 90). Andiamo oltre il discorso delle quote rosa e sfatiamo anche un mito: per me, come per le molte donne e uomini che sentono più di altri questo tema, fondamentale, nella scelta dei candidati, è il loro impegno. Idee, proposte, competenza, ma anche l’esperienza, non solo quella professionale, anche quella personale, quella della vita di tutti i giorni, delle difficoltà di conciliare il proprio lavoro, la famiglia, le attività a beneficio della collettività, compresa quella politica.
Il Ticino vive un momento di incertezza e di crisi, le cittadine e i cittadini chiedono alla politica risposte concrete alle crescenti preoccupazioni, per gestire il presente, per affrontare il nostro futuro e quello dei nostri figli. Anche per questo è importante che in Consiglio di Stato e in Gran Consiglio vi siano esperienze di quotidianità femminile, di attenzione, di ascolto e di modalità di intervento, che sono, a mio avviso, complementari a quelle maschili. Non meglio, non peggio, ma diverse e dunque necessarie a rappresentare equamente la nostra società, dove l’intelligenza e la competenza devono essere affiancate anche dal coraggio, dal pragmatismo e da una sensibilità troppe volte ancora scambiata per debolezza.
In questa campagna elettorale ho incontrato molte candidate al Consiglio di Stato e al Gran Consiglio pronte a dare il loro contributo, mettendo a disposizione il proprio sapere ma anche il proprio modo di essere. Storie personali di figlie che hanno aiutato i propri genitori e di mamme che lottano per i propri figli. Ho anche avuto il piacere di incontrare candidate e candidati di ogni partito, che hanno sottoscritto con convinzione l’Agenda politica del «Forum 54», consapevoli della necessità di fare concreti e incisivi passi avanti sulla strada delle pari opportunità, dove, purtroppo, il Ticino, ancora arranca. Serve un piano d’azione cantonale, incentivi per le aziende che accordano tempi parziali, ma anche un potenziamento delle strutture d’accoglienza per l’infanzia e di tutte quelle misure che facciano sì che uomo e donna abbiano le stesse opportunità nella vita e non sulla carta, cominciando da un pari salario.
Mi sento pronta a portare in Consiglio di Stato le conoscenze apprese durante gli studi e la professione di avvocato e di Procuratrice Pubblica, quelle di Municipale del Comune di Stabio, insieme alle esperienze, non meno importanti, maturate nei tanti lavori svolti per aiutare la mia famiglia e per poter avere io stessa un futuro migliore. La fatica, l’umiltà, la sensibilità, mi hanno insegnato a cercare, insieme agli altri, le soluzioni migliori, attraverso un dialogo e un confronto privo di pregiudizi. Sono pronta ad impegnarmi per avvicinare le pari opportunità tra donne e uomini nella società e nel mondo del lavoro, per introdurre soluzioni che permettano di conciliare meglio la vita personale, gli impegni familiari e la necessità, ma anche la volontà, di lavorare. Credo in misure efficaci per garantire il lavoro parziale e quello a domicilio, credo anche nel buon esempio dello Stato, che prima delle aziende private deve garantire queste possibilità ai suoi dipendenti e creare le condizioni quadro per tutti gli altri. Credo non solo nella parità di salario tra donne e uomini, ma anche nel concreto impegno di valorizzare le capacità di coloro che potrebbero essere capa ufficio, capa sezione e direttrice di divisione e si trovano invece ai piedi della scala, perché donne, perché madri, perché impossibilitate ad arrivare dappertutto.
Questa riflessione è per tutti, donne e uomini, che con il loro voto possono esprimere anche la necessità di rappresentare quella metà del cielo, che, qualcuno, ancora chiama sesso debole e che, qualcun altro, ancora attacca con veemenza e sessismo.
Al 19 aprile manca poco, per la parità invece la strada è ancora lunga, facciamo almeno un passo insieme.
Natalia Ferrara Micocci, avvocato, candidata PLRT al Consiglio di Stato
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