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Natalia Ferrara Micocci - Eredità: imposte no, ingiustizie neppure
Redazione
12 anni fa

Come il Consiglio degli Stati, anche il Consiglio Nazionale ha suggerito al Popolo di respingere l’iniziativa che vuole tassare le eredità milionarie per finanziare l'AVS. Un risultato giunto a tarda sera, dopo ore di discussione, ma con una maggioranza importante. Promossa dal Partito evangelico (sostenuta anche da PS, Verdi, Partito cristiano sociale e dall'Unione sindacale svizzera) l’iniziativa "Tassare le eredità milionarie per finanziare la nostra AVS (Riforma dell'imposta sulle successioni)" vuole introdurre a livello federale, con validità retroattiva al 1. gennaio 2012, un tasso di imposizione del 20% per la parte delle eredità che supera CHF 2 milioni, nonché per le donazioni superiori a CHF 20'000.

Anche io avrei votato no: sono contraria ad un’imposta che colpisce patrimoni già molto tassati (come reddito o come sostanza di chi li ha accumulati mentre era in vita), sottrarrebbe ulteriori mezzi dalla disponibilità per investimenti privati (con effetto congiunturale negativo), sfavorirebbe il ricambio generazionale in molte piccole e medie imprese (che è già un problema serio) e farebbe emigrare grossi patrimoni (cosa di cui le nostre finanze pubbliche proprio non hanno bisogno). Bisogna ora prepararsi ad una votazione popolare dall’esito tutt’altro che scontato, anche per via dell’abile proposta degli iniziativisti di ripartire il provento della nuova imposta all’AVS e ai Cantoni. Ma non sono queste le eredità che dobbiamo combattere!

Ho appreso l’esito della votazione al Consiglio Nazionale mentre leggevo un rapporto OCDE (Organizzazione internazionale per la cooperazione e lo sviluppo economico), pubblicato il 9 dicembre 2014 (Focus inégalités et croissance, Décembre 2014; www.oecd.org/fr/presse), che pure tratta di successione, ma di un altro tipo di eredità.

Questo studio conferma il tristemente noto peso che le condizioni socioeconomiche dei genitori hanno sul successo scolastico (e quindi in prospettiva anche sul reddito) dei loro figli. È un tema di cui ho già parlato e che non smetterò di cercare di porre al centro dell’attenzione, perché la scuola non è mai fine a sé stessa. La formazione è opportunità, è lavoro, è ricchezza, non solo di argomenti. Il rapporto OCDE mostra anche che la «forbice sociale» si apre sempre di più (con l’incremento del cosiddetto «tasso di Gini») e cresce il grado di disuguaglianza. Peggiora così anche l’effetto di “eredità” negativa della situazione dei genitori sulla formazione dei figli. Questa sì che è una ereditarietà da combattere! Una vera battaglia liberale, non una crociata fiscale fatta, una volta di più, sulla base di due idee sempliciste: “prendere i soldi dove ci sono” e “tassare tutto il possibile”.

Il risultato di queste iniziative? Sempre più tasse ma sempre meno redditi e ancor meno coesione sociale. Invece di tassare quei figli che dai genitori ereditano soldi, dovremmo preoccuparci di quelli che dai genitori ereditano la povertà. E per dirlo con le parole del rapporto OCDE “L’éducation est la clé: c’est principalement à cause de l’investissement insuffisant des ménages pauvres dans l’éducation que les inégalités pèsent sur la croissance.” [L’educazione è la chiave: le disuguaglianze pesano sulla crescita, principalmente perché le famiglie povere non possono dedicare risorse sufficienti all’educazione.]

Natalia Ferrara Micocci, avvocato, candidata PLRT al Consiglio di Stato

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