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Nadir Sutter - La voce delle candele dell'avvento
Redazione
13 anni fa

La voce delle candele dell‘avvento

dedicata alla mia amica Svenja M.

Tempo di avvento, fuori dalle finestre si sentiva il vento soffiare, a volte più forte con voce sibilante, a volte con una voce leggera come un sussurro. Le candele sulla corona dell’avvento si muovevano leggere, come in balletto, ad un tratto era sembrato che il vento volesse usare la sua voce un po’ più forte ..o erano direttamente le candele a farsi sentire?

La prima candela sussurrò: Io sono la candela della pace, la mia fiammella illumina, ma gli uomini non se ne accorgono nemmeno, credo che non mi vedano più, non mi vogliano più. La sua luce si fece sempre più debole, fino a spegnersi del tutto.

La seconda candela, con un timido tremolio osservò: Io sono la candela della fede e non capisco. Agli uomini non interessa più nulla del divino, sanno comprare e contare, e pensano che con i soldi si possa comprare anche la felicità. Arrivò una leggera corrente d’aria e anche lei si spense.

La terza candela guardò verso l’alto, e disse: Io sono la candela dell’amore, faccio fatica a spandere la mia luce, la gente mi mette da parte, e quando dice “amore” pensa all’amore per se stessa, poche volte all’amore verso gli altri. Si illuminò un’ultima volta e si spense.

In quel momento arrivò una bambina, si chiamava Svenja, vide che sulla sua corona dell’avvento c’era una sola candela accesa e pensò: Ma.. voi dovreste essere tutte accese, è Natale. In quell’istante le parse di sentire parlare il vento ..oppure era proprio la candela ancora accesa? Si sentì rispondere: Non devi temere Svenja, vedi, io sono ancora accesa. Con la mia fiamma, potrai sempre riaccendere tutte le altre, tutte le candele che vuoi, anche quelle che ci sono sull’albero di Natale. Perché vedi, cara Svenja, il mio nome è -Speranza- e dicendo così la candela si illuminò ancora più forte di prima.

Nadir Sutter

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