
Necessaria una presenza capillare e di qualità sul territorio È ufficiale ormai da un paio di settimane la notizia dell’intenzione della Posta di chiudere l’ufficio postale di Biasca Stazione, procedendo così “come da programma - e da lista” con le ristrutturazioni e lo smantellamento in atto nel settore, nonostante le recenti comunicazioni sull’utile in crescita (741 milioni per i soli primi nove mesi del corrente anno). Le motivazioni che hanno portato a questa scelta lasciano perlomeno perplessi. La situazione nel Comune di Biasca e nel comprensorio ha subito un’evoluzione importante e non trascurabile dal momento dell’allestimento della famosa lista degli uffici da valutare. Il Comune ha nel frattempo incrementato e confermato la sua funzione di polo regionale, adottando pure delle decisioni che permetteranno lo sviluppo della zona della Stazione FFS di Biasca, nodo principale di interscambio regionale. L’assetto viario attorno alla stazione verrà pure modificato e la zona assumerà maggiore importanza anche dal punto di vista commerciale. Il ritiro della Posta da questo progetto di sviluppo sembra quindi in completa contraddizione con la strategia adottata dal Municipio e dalla Commissione regionale dei trasporti della Regione Tre Valli. Anche i dati (negativi o in calo) attribuiti all’Ufficio di Biasca Stazione, motivazione principale dietro alla scelta di chiusura, creano qualche interrogativo. L’Ufficio di Biasca stazione è stato di fatto declassato e non risulta nemmeno in rete; la sua offerta di servizi è limitata all’impianto delle caselle postali, PostFax, alle vignette autostradali e per biciclette. È chiaro che solo questo impedisce di per sé un possibile sviluppo ulteriore o alternativo dell’attività; come si può quindi pretendere un mantenimento o un incremento della stessa? Nel frattempo il Municipio ha presentato formale opposizione alla Commissione degli Uffici Postali “PostReg”. L’auspicio è quello che la Posta ritorni sulla sua decisione. Due recenti raccomandazioni emesse dalla Commissione non lasciano però troppo spazio a questa speranza: nel mese di ottobre del corrente anno la Commissione ha infatti esaminato i ricorsi di due Comuni contro le decisioni della Posta di sostituire gli uffici postali con delle agenzie (come quindi nel caso dell’Ufficio di Biasca Stazione), esprimendo un parere favorevole a tale soluzione. Dal punto di vista della Commissione, le agenzie che collaborano con un buon partner locale costituiscono una soluzione vantaggiosa per entrambe le parti, in quanto la popolazione continua a poter accedere alle prestazioni postali previste dal servizio universale, beneficiando inoltre spesso di orari di apertura più lunghi. Oltre al caso dell’ufficio di Biasca Stazione, vi sono altri casi in Ticino che stanno vivendo la stessa situazione e per il quali la chiusura dell’ufficio con una trasformazione in agenzia non sembra giustificarsi. La Posta dovrebbe fare una riflessione più generale sulla lista degli uffici da valutare e procedere con un aggiornamento: stilata ormai più di un anno fa, la stessa non tiene conto delle evoluzioni a livello socio-economico intercorse in alcuni comuni e comprensori. Il mantenimento di una presenza capillare e di qualità sul territorio e la garanzia di servizi e posti di lavoro resta infatti di fondamentale importanza. Nadia Ghisolfi, deputata PPD
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