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Nadia Ghisolfi - Iniziativa per la modifica della legge sulle famiglie
Redazione
13 anni fa

Le attività di accoglienza complementari alla famiglia e alla scuola nel nostro Cantone, così come previsto dall’art. 7 dell’attuale Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge famiglie), sono costituite dai nidi dell’infanzia, le famiglie diurne e i centri che organizzano attività extrascolastiche. Negli ultimi anni, diversi atti parlamentari hanno sollevato più problematiche relative al finanziamento, alle condizioni di lavoro del personale dipendente e al numero di queste strutture. Il finanziamento è iniquo, insufficiente e non garantisce condizioni di lavoro e salari adeguati al personale attivo presso queste strutture. C’è una disparità di trattamento tra i diversi nidi, alcuni percepiscono un sostegno dal Cantone e dai Comuni, altri solo dal Cantone; eppure il servizio che erogano è lo stesso ed è controllato dal Cantone. Bisogna quindi correggere questa distorsione del sistema di finanziamento, poiché si ripercuote negativamente sulle condizioni di impiego: i salari riscontrati per il personale formato sono ben al di sotto dei 4'000 franchi al mese (secondo i dati di consuntivo 2007 la media generale indicava 3'390 franchi; in alcuni casi si arrivava a 1'800 franchi!) e quelli per il personale non formato raggiungono a malapena a 2'500 franchi. Inoltre, si rilevano delle importanti disparità di offerta tra le varie regioni del Cantone, in particolare tra Sottoceneri e Sopraceneri: i nidi per l’infanzia, così come le famiglie diurne, sono maggiormente concentrati nelle zone urbane. L’offerta di posti globale (40 nidi sovvenzionati e 5 non sovvenzionati – dati 2011) è ancora insufficiente e le liste di attesa/i rifiuti per fare capo a queste strutture sono sempre più frequenti. La carenza di strutture è stata d’altra parte dimostrata anche dallo studio condotto nel 2011 sulla domanda e l’offerta nelle strutture di accoglienza della prima infanzia in Ticino.

L’importanza di queste strutture quale elemento fondamentale di sostegno alle famiglie e a favore del raggiungimento dell’obiettivo di uguaglianza tra uomo e donna nel mondo del lavoro, è stato ampiamente dimostrato negli anni. Per permettere lo sviluppo di queste strutture, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, è quindi necessario chinarsi sulle modalità di finanziamento delle stesse e sugli attori coinvolti. Attualmente, le strutture fanno capo a finanziamenti da parte del Cantone, del Comune e naturalmente, dalle rette pagate dalle famiglie. Nei Cantoni di Vaud, Friborgo e Neuchâtel il sistema di finanziamento è stato rivisto e a completare il sostegno a queste strutture sono entrati in campo anche i datori di lavoro. È importante sottolineare che queste strutture vanno pure a favore delle imprese: dal punto di vista macroeconomico questi provvedimenti mirano a ridurre al minimo la perdita di capitale umano che si verifica quando una persona si ritira dal mercato del lavoro. I sistemi adottati variano a dipendenza del Cantone. Si va dall’istituzione di una Fondazione (Canton Vaud) con relativo Fondo al cui finanziamento partecipano Cantone, Comuni (con un contributo pro rata di 5 CHF/abitante) e imprese (0.08% della massa salariale). Nel Canton Friborgo invece, la deduzione ammonta allo 0,4‰. Nel Canton Neuchâtel i datori di lavoro contribuiscono con lo 0.18% dei salari (determinanti per l’AVS) per un massimo di 10 milioni di franchi. Naturalmente, le aziende che si affiliano a delle strutture per l’infanzia in favore dei loro dipendenti, o creano una struttura al loro interno sono esonerate parzialmente o totalmente dal pagamento del contributo.

Il nostro Cantone ha introdotto un simile sistema di finanziamento con l’istituzione del Fondo Cantonale per la formazione professionale. Il Fondo è alimentato dalle aziende mediante un contributo calcolato in ragione di un’aliquota sui salari soggetti all’AVS, variante da un minimo di 0.9‰ a un massimo di 2.9‰.

Viste le premesse, un cambiamento d’impostazione al sistema di finanziamento delle strutture per la prima infanzia - così come la ripartizione di questo finanziamento - è più che mai necessario. Con la presente iniziativa generica, chiedo pertanto che la Legge sul sostegno alle attività delle famiglie e di protezione dei minorenni (Legge famiglie) sia modificata e preveda l’istituzione di un Fondo cantonale per il finanziamento delle attività di accoglienza complementari alla famiglia e alla scuola, alimentato da Cantone, Comuni e aziende, che permetta di finanziare secondo criteri equivalenti le strutture riconosciute presenti sul territorio ticinese.

Nadia Ghisolfi, Lorenzo Bassi, Lorenzo Jelmini, Gianni Guidicelli - Deputati PPD

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