
Inizio con una premessa: ho fiducia nelle autorità ed in quanto stanno portando avanti. Consiglio di Stato, Medico Cantonale, ed a livello federale il Consiglio federale e l’Ufficio federale della sanità pubblica. Capisco che gli interessi in gioco sono molteplici: primo su tutti comunque, deve essere la salvaguardia della salute pubblica. Non voglio aggiungere confusione con questa opinione, ma in qualità di parlamentare cantonale, mi sento in dovere di esprimere la mia opinione in senso propositivo, sperando di aiutare a risolvere quanto prima una situazione di crisi. Come molti, sono rimasta sorpresa nella scelta di NON chiudere le frontiere: questo perché è chiaro che così facendo non si limita la diffusione del virus ma la si alimenta. Interessi economici? Capisco, senz’altro, ma vogliamo mettere la chiusura eventuale delle attività per 1-2 settimane contro una chiusura di diverse settimane o addirittura mesi? Contro un calo dell’attività comunque importante per mesi se non blocchiamo subito l’andamento di questa epidemia? Lo scenario se non interveniamo in maniera più drastica non è da immaginare: basta guardare quanto è avvenuto e sta succedendo in Lombardia. Non ci sono posti a sufficienza negli ospedali, i medici devono scegliere chi curare e dare delle priorità in base alle prospettive di vita. Vogliamo arrivare a questo prima di prendere delle misure importanti? Io penso sia meglio intervenire subito, in maniera ferma, decisa e coerente. Questo ci permetterà di “prevenire anziché curare!”. Meglio prenderci il tempo per valutare come indennizzare le piccole e medie imprese, i commerci, il settore turistico e degli eventi, che avranno sicuramente delle perdite, ma come detto, saranno sempre minori rispetto a quelle che si generebbero con una diffusione massiccia del virus anche sul nostro territorio. Una proposta è già per esempio stata avanzata dal Presidente del PPD Fiorenzo Dadò con l’utilizzo degli fondi della Banca nazionale.
Auspico quindi quanto prima da parte delle autorità preposte una riflessione sulla chiusura delle frontiere, salvo per le professioni sanitarie, così come delle attività non indispensabili e delle scuole. Queste scelte hanno sicuramente dei costi, ma se non facciamo niente i costi saranno sicuramente maggiori.
Nadia GhisolfiDeputata al Gran Consiglio
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