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Municipio di Lugano, attenti al lupo
Redazione
18 anni fa
Raoul Ghisletta

Il pericolo di un trionfo della destra nell’esecutivo di Lugano è un pericolo estremamente concreto. Oggi in Municipio a Lugano siedono due socialisti su sette membri. Dato che non si ripresenta il municipale socialista Giovanni Cansani, il 20 aprile 2008 la destra potrebbe essere rappresentata da sei municipali su sette. E gli appetiti della destra sono chiaramente facilitati dalla presenza di due liste di bandiera, quella dei Verdi e dei Comunisti, che non hanno nessuna chance e che purtroppo rafforzano la destra. Non è eccessivo affermare a chiare lettere che l’eredità di Giovanni Cansani nel campo della scuola e della socialità, ma anche in altri ambiti come l’ambiente e lo sport, è fortemente a rischio. Soprattutto se nei prossimi anni le imposte delle persone giuridiche, che a Lugano rappresentano quasi la metà delle entrate, subiranno un calo rilevante a seguito del rallentamento economico e della crisi dei mercati finanziari. È bello investire massicciamente nel Palace e in altri grandi progetti edilizi (il volume degli investimenti lordi a Lugano è passato in pochi anni da 27 milioni a 70 milioni), ma non vorrei che tutta questa corsa agli investimenti finisca per penalizzare la formazione dei bambini e dei ragazzi, il sostegno agli anziani, il reinserimento lavorativo dei disoccupati, le condizioni di lavoro dei dipendenti comunali, ecc. Non voglio rubare tempo ai lettori e voglio essere estremamente chiaro: un trionfo della destra in Municipio a Lugano il prossimo 20 aprile porterà a un peggioramento di tante cose concrete per il cittadino, di cui ci si accorgerà a poco a poco. Oggi molte persone solidarizzano e partecipano alle manifestazioni con contro lo smantellamento delle Officine FFS di Bellinzona, perché hanno capito che è l’ora di finirla con la follia delle privatizzazione dei servizi pubblici e con i grandi manager, che non tengono conto dei bisogni della popolazione e delle competenze del territorio (e in particolare della periferia). Non diamo carta bianca nell’esecutivo della principale Città del Cantone a quei partiti di destra, che hanno votato per 10 anni a favore delle privatizzazioni e delle aziendalizzazioni delle ferrovie e che oggi cercano di mettersi la classica foglia di fico, gettando tutte le colpe sul pensionando consigliere federale Leuenberger (che sicuramente ha commesso sicuramente grossi errori nel gestire la crisi e nel non sapere ascoltare i lavoratori e il Ticino). È chiaro che in campagna elettorale tutti i partiti diventano sociali e verdi, perché è pagante esserlo: ma poi quando i riflettori si spengono e nelle stanze dei bottoni bisogna fare le scelte finanziarie, giuridiche e tecniche, che hanno ripercussioni dirette sui settori scolastico, sociale e ambientale, rimangono spesso solo i socialisti a battersi con il fuoco sacro per difendere il ceto medio-basso. Anziani, famiglie, giovani, lavoratori e lavoratrici: attenti a lupo.Raoul Ghisletta, Sindacalista e candidato socialista per il Municipio di Lugano

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