
Revisione legge BancaStato L’MPS aveva già annunciato in ottobre, al momento della presentazione del messaggio da parte del governo, la propria opposizione alle riforme previste alla Legge sulla banca dello stato tese a permettere alla banca di svilupparsi, attraverso acquisizioni, nel settore del private banking. Già in quella occasione l’MPS aveva annunciato che avrebbe lanciato il referendum se il Parlamento avesse accettato la proposta del governo. Dopo le opposizioni incontrate in sede commissionale il governo ha chiesto di rinviare la discussione su questo tema prevista nella sessione parlamentare della prossima settimana. L’MPS ritiene che il messaggio ed il progetto debbano essere ritirati. Qualora il Parlamento dovesse, in un prossimo futuro e dopo la “pausa di approfondimento” richiesta dal governo, accogliere comunque la proposta, l’MPS si farebbe carico di promuovere il lancio del referendum, cercando di coinvolgere in un ampio fronte, se possibile, tutte quelle forze che, in questi mesi, hanno espresso contrarietà rispetto alla proposta del governo (ricordiamo, ad esempio, la presa di posizione dell’Associazione per la difesa del servizio pubblico). Misure anticrisi e referendum contro la diminuzione dell’aliquota sulle persone giuridiche L’MPS ribadisce il giudizio sostanzialmente negativo rispetto alle proposte del governo contro la crisi. Il messaggio presentato negli scorsi giorni si limita a riprendere gli orientamenti e le proposte del rapporto presentato in marzo. Come già indicato in quella occasione l’impostazione del pacchetto di misure ribadisce gli orientamenti neoliberali seguiti in passato dai precedenti governi. Basti ricordare che circa un terzo dell’impegno netto del governo per la promozione di queste misure è rappresentato dallo sgravio fiscale a favore delle persone giuridiche (diminuzione di mezzo punto dell’aliquota sugli utili delle persone giuridiche). A questo si aggiungono misure che tendono sostanzialmente a favorire le imprese ed i loro progetti di ristrutturazione, apportando grave pregiudizio ai redditi dei lavoratori (pensiamo, ad esempio, alle facilitazioni del ricorso al lavoro ridotto). Sono poi totalmente assenti misure per contrastare i licenziamenti e l’insieme di misure a sostegno del reddito dei salariati ha una portata del tutto insignificante. Per queste ragioni l’MPS ritiene necessario combattere la filosofia che ispira tutto il pacchetto di misure, denunciarne la logica e l’insufficienza. Naturalmente l’MPS lancerà (da solo o con tutte le altre forze disponibili) il referendum qualora il Parlamento dovesse accettare la proposta di diminuire l’aliquota sugli utili delle persone giuridiche (sia nella forma presentata dall’esecutivo che nella variante, ancora peggiore poiché permanente, che sembra delinearsi in seno alla commissione della gestione). Giuseppe Sergi, coordinamento cantonale MPS
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