
Il comitato PLR del distretto di Leventina prende atto con stupore della presa di posizione dell’Associazione per la difesa del servizio pubblico (crf. LaRegione di martedi 9 marzo 2010, pag. 4), stante la quale la stessa si prefiggerebbe di “garantire un futuro alle aziende dello Stato”. A questo punto sorge spontanea una domanda: ma i Comuni non sono forse un ente pubblico? Non offrono forse un servizio pubblico? Non si capisce dunque come ci si possa opporre, con toni perentori, al rinnovamento della concessione per lo sfruttamento della Calcaccia a favore del Comune di Airolo. La direttiva PLR di Leventina, concorde con le richieste degli esponenti airolesi del Partito, si sta adoperando per sostenere e far passare il messaggio alla comm. Energia del GC, nell’ambito della quale sembra siano date le premesse per una soluzione che soddisfi entrambe le parti. Ci si chiede a cosa possa servire ad AET la Calcaccia, considerato che già ora la sua produzione è appena sufficiente a coprire il consumo dei Comuni di Airolo e Bedretto, e che nell’ipotesi di aggregazione con il Comune di Quinto non sarà certamente più sufficiente a coprire tutto il fabbisogno del comprensorio. La stessa Associazione invita a respingere l’investimento di AET nella centrale a carbone di Lünen ed a impegnarsi maggiormente con il sostegno delle energie rinnovabili in Ticino. Anche se riteniamo che sia difficile immaginarsi una tale mole di energia prodotta con metodi “rinnovabili” a corto termine, coerentemente auspichiamo che l’Associazione, ed in particolar modo i suoi aderenti, si impegnino a sostenere maggiormente i progetti attualmente in attesa presso gli uffici cantonali (in modo particolare quelli relativi agli impianti idroelettrici), soprattutto per contrastare le associazioni ambientalistiche che bloccano sistematicamente la maggioranza dei progetti. O la botte piena, o la moglie ubriaca…Monica Sartori-Lombardi Presidente distrettuale PLR di Leventina
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