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Misure anticrisi: aspettando Godot?
Redazione
18 anni fa
Marco Chiesa

Mentre la crisi economica internazionale sta rapidamente cominciando a farsi sentire in tutta la sua gravità anche in Ticino, non ultime le decisioni di Agie e Mikron, il Cantone sta ancora discutendo il da farsi e, per meglio valutare le possibili strategie e rallentare ancora un po’ la presentazione delle misure anticrisi, allarga a destra e a manca la sua Task Force. L’Unione Democratica di Centro chiede al Governo di agire con celerità, senza ulteriori indugi e attende con impazienza il frutto degli sforzi intellettuali della commissione anticrisi, auspicando che quanto prima si implementino delle misure in favore della nostra economia. Una su tutte l’abbassamento della pressione fiscale sul ceto medio, vero motore del nostro Cantone, proposta già depositata dal nostro gruppo il 23 giugno 2008. Un segnale in questa direzione darebbe, a nostro avviso, una spinta favorevole all’economia e un impulso positivo ai nostri consumi. D’altro canto torniamo a chiedere condizioni quadro più attrattive anche per le nostre aziende, visto che fiscalmente il Ticino non occupa certo una brillante posizione rispetto al resto degli altri Cantoni svizzeri secondo la classifica intercantonale stilata dall’Amministrazione federale delle contribuzioni. Ricordiamo a questo proposito che già il 22 settembre 2008 il gruppo parlamentare UDC ha depositato una proposta concreta che merita di essere vagliata al più presto. Biasimiamo ancora una volta il comportamento dei partiti storici, Partito socialista, Partito Popolare Democratico e quello che una volta era chiamato il Partito Liberale Radicale per la miope scelta parlamentare di non permettere l’introduzione anticipata, come d’altronde faranno una ventina di Cantoni svizzeri, dell’attenuazione della tassazione legata alla doppia imposizione accettata in votazione popolare federale. Se queste sono le dimostrazioni di come la maggioranza dei partiti di Governo sostengono la nostra economia, non possiamo che immaginare tristi scenari per il nostro Cantone. Marco Chiesa, UDC Ticino

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