
Il progetto di un semi-svincolo a Bellinzona, che si aggiunge alle due uscite autostradali (Bellinzona Sud e Bellinzona Nord, distanti fra loro solo 8 km!), nasce vecchio, su un’idea che risale agli anni ’80. Nel frattempo il Cantone, a parte moltiplicare le strade e pianificare disordinatamente il territorio, è rimasto al palo e nulla è cambiato. Con il famigerato semi-svincolo, la via Tatti diventerebbe un imbuto, un enorme collo di bottiglia che intopperebbe la città e di cui beneficerebbero pochi. Infatti il semi-svincolo sarebbe tutt’al più utilizzato da chi si muove da e verso sud. Cosa succederà invece a nord di Bellinzona, una zona che allo stesso modo soffre di ingorghi cronici? I soldi (tanti!) di tutti i cittadini del cantone verrebbero spesi per un progetto che lascia più dubbi che risposte. I treni regionali potrebbero assorbire, così come già accade con successo a Lugano, i molti pendolari che ogni giorno si recano a Bellinzona. Negli ultimi decenni, però, sono stati fatti grandi investimenti per le strade, ma ben poco nella ferrovia, tant’è che l’unica stazione ferroviaria di Bellinzona rimane la stessa di cent’anni fa. Vanno inoltre potenziati i collegamenti con i mezzi pubblici da e per la stazione, specialmente verso uffici cantonali e scuole. Questi sarebbero soldi ben spesi, perché si ridurrebbe davvero il traffico a tutto vantaggio della nostra salute. Firmare questo referendum significa impedire uno scempio urbanistico e lanciare un segnale forte contro una politica che ha “seminato” strade in tutto il Cantone con il solo risultato di “raccogliere” traffico e inquinamento. Mirza Usman Baig, “Massagno Ambiente”
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